Asilo di Tropea, la paura sulla chat delle mamme prima della tragedia: «Molti bimbi stavano male da una settimana»
La madre di una bambina che frequenta la stessa scuola del piccolo di Zungri deceduto racconta cosa è successo nei giorni che hanno preceduto il dramma: «I nostri figli avevano febbre, vomito e diarrea. All’inizio pensavamo a un virus intestinale, poi sono arrivati i referti...»
È ancora scossa dalla notizia della morte di Alessio Pio, il bambino di un anno e tre mesi originario di Zungri deceduto ieri sera all’ospedale di Catanzaro. Anche sua figlia che frequenta la Family Baby School di Tropea, nei giorni scorsi ha avuto febbre, vomito e diarrea.
Batterio killer in un asilo nido di Tropea: muore un bimbo di Zungri, un altro è ancora ricoverato ma cresce la pauraLa madre racconta quanto avvenuto nelle ultime settimane, mentre proseguono gli accertamenti per stabilire le cause della morte del piccolo e verificare l’origine dei disturbi gastrointestinali accusati da diversi alunni dell’asilo nido privato.
«Mia figlia il 14 luglio ha avuto la febbre e, da quanto ci siamo dette tra mamme, quel giorno molti bambini della classe presentavano lo stesso sintomo», spiega la donna.
Dopo la visita, la pediatra avrebbe ipotizzato un malessere legato all’aria condizionata e prescritto una terapia antibiotica. La situazione, però, sarebbe cambiata dopo pochi giorni.
Sospetto batterio killer in un asilo di Tropea, la lettera della scuola ai genitori la sera in cui è morto il bimbo di Zungri: «Chiudiamo per precauzione»«Dopo circa tre giorni mia figlia ha iniziato a vomitare. La pediatra mi ha consigliato sali minerali e fermenti lattici, raccomandandomi di farla bere e di portarla in ospedale se il vomito fosse continuato. Con quella terapia sembrava stare meglio e la febbre era scomparsa».
Nel frattempo, attraverso la chat della classe, la madre ha appreso che anche altri bambini stavano manifestando disturbi simili.
«Ho scritto nel gruppo e ho scoperto che vomito e diarrea riguardavano anche altri piccoli. Inizialmente abbiamo pensato a un normale virus intestinale, perché i sintomi erano gli stessi per quasi tutti».
La preoccupazione è aumentata quando nella conversazione tra le famiglie sono comparsi i referti relativi ad alcuni bambini ricoverati. In uno di questi, secondo quanto riferito dalla donna, è stata segnalata la presenza del Clostridium difficile, il batterio sul quale si stanno concentrando le prime ipotesi. Non esiste però, al momento, una comunicazione sanitaria ufficiale che abbia stabilito l’origine comune dei casi o un collegamento con la morte di Alessio Pio.
«Quando una mamma ha condiviso il referto del figlio ricoverato, nel gruppo ci è stato consigliato di sottoporre i bambini alle analisi. Ho chiamato nuovamente la pediatra, che mi ha chiesto come stesse mia figlia. Non aveva più la febbre, mangiava poco ma sembrava essersi ripresa, quindi abbiamo continuato a monitorarla».
Dopo avere saputo della morte del bambino, la donna ha deciso di sottoporre la figlia all’esame delle feci. «A questo punto voglio fare tutti i controlli. Anche alcuni adulti della nostra famiglia hanno avuto problemi intestinali e temo che la bambina possa avere portato a casa l’infezione».
Durante quei giorni, le famiglie hanno chiesto informazioni sulle procedure di pulizia e sanificazione adottate dalla struttura.
«Ci domandavamo se fosse stata effettuata una pulizia più approfondita, ma nel gruppo non abbiamo ricevuto risposte su questo punto. Solo nella serata di ieri è arrivata la comunicazione ufficiale con la quale la scuola annunciava la sospensione delle attività».
La Family Baby School ha disposto la chiusura temporanea della struttura in via precauzionale e ha comunicato di avere informato le autorità sanitarie. Le cause dei malori e del decesso del bambino restano oggetto degli accertamenti in corso.
Sospetto batterio killer in un asilo di Tropea, la lettera della scuola ai genitori la sera in cui è morto il bimbo di Zungri: «Chiudiamo per precauzione»