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08/06/2026 ore 06.15
Cronaca

Araucaria ferita a Pizzo, Pititto attende l’esito delle perizie: «Nessuno sradicamento, vogliamo salvarla proprio dov’è»

Dopo il taglio della cima e l’ipotesi di abbattimento, il primo cittadino assicura che l’obiettivo primario resta tutelare la pianta scolare simbolo della città: «Abbiamo coinvolto l’Università per questo, inutile disegnare scenari fuori dalla realtà»

di Cristina Iannuzzi

Il destino dell’araucaria secolare di Pizzo resta legato alla relazione tecnica attesa dopo il sopralluogo effettuato da carabinieri forestali, Soprintendenza, tecnici comunali e da un docente dell’Università Mediterranea. La pianta, simbolo della città napitina, è al centro delle polemiche dopo il taglio di circa 20 metri della cima, avvenuto il 30 marzo scorso, e dopo l’ipotesi di abbattimento prospettata dal legale della proprietà dell’immobile in cui si trova l’albero. Una possibilità contestata da Italia Nostra, che ha richiamato anche il precedente di un’araucaria della Villa comunale di Vibo Valentia, danneggiata anni fa da un fulmine e poi capace di rigenerarsi.

A intervenire ora è il sindaco Sergio Pititto, che respinge l’immagine di un Comune fermo o orientato verso soluzioni drastiche. «Stiamo aspettando gli esiti del sopralluogo dell’Università Mediterranea», spiega. «È venuto un professore universitario, c’è stata la Soprintendenza, c’erano i carabinieri forestali, i nostri tecnici. Attendiamo le risultanze ufficiali».

«Tutto quello che stiamo facendo è a tutela dell’albero»

Pititto rivendica il percorso seguito dall’amministrazione e invita ad attendere gli atti: «Da quello che mi è stato riferito, la situazione è esattamente l’opposto di ciò che si sta dicendo. Ma le valutazioni vanno fatte sulle carte, e le carte dimostrano che stiamo lavorando per tutelare l’araucaria».

Il sindaco richiama anche l’iter avviato per il riconoscimento del valore della pianta: «Stiamo portando avanti le attività per il riconoscimento della monumentalità e stiamo cercando di creare tutte le condizioni per proteggere l’albero, ma anche la città».

Un percorso che, ricorda Pititto, è già passato dal confronto pubblico e dagli atti istituzionali: «Abbiamo fatto un Consiglio comunale aperto, abbiamo trasmesso la documentazione per tutti gli aspetti giudiziari che dovranno essere valutati e andremo avanti senza arretrare di un millimetro. È quello che dobbiamo fare, è quello che ci ha chiesto la comunità: proteggere un albero che può ancora risorgere».

«Nessuno spostamento, nessuno sradicamento»

Dunque, il primo cittadino esclude anche l’ipotesi di trasferire la pianta: «La mia idea è quella della protezione nel luogo in cui si trova. Nessuno spostamento, nessuno sradicamento. Stiamo facendo tutto quello che serve e penso che sia esattamente ciò che la città vuole».

«Ho grande fiducia nell’attività giudiziaria e nei tecnici coinvolti», continua. «Abbiamo chiesto l’intervento dell’Università Mediterranea proprio per avere il massimo livello di certezza sull’intervento da eseguire: capire se e cosa si possa salvare, e quali condizioni vadano create per provarci».

Il nodo delle responsabilità

Nel frattempo il confronto resta acceso. Il legale della proprietà, Marco Talarico, ha sostenuto che l’araucaria sarebbe ormai in condizioni molto gravi e che, in caso di caduta, la responsabilità ricadrebbe sul Comune. Una posizione alla quale Pititto replica con decisione: «Noi ci assumiamo le nostre responsabilità, così come dovrà assumersele anche la controparte», afferma. «Chiunque può sostenere che l’albero stia morendo, ma intanto noi abbiamo fatto ciò che era necessario fare per tutelarlo. Non bisogna però creare scenari diversi dalla realtà. Noi ci siamo, seguiamo la vicenda ogni giorno e non siamo soli. Vogliamo che questo albero rinasca. E che la sua presenza possa dare ancora di più a questa città».