«Amareggiati dalla decisione di Fedralog, ma noi continuiamo a combattere»: gli agricoltori di Mta non smobilitano dal Vibonese e rilanciano
Dopo la sospensione del fermo da parte degli autotrasportatori, il Movimento Territorio e Agricoltura annuncia nuovi presidi a Pizzo e Botricello. Matteo Talarico: «Non possiamo mollare, non abbiamo alternativa al fallimento»
La sospensione della protesta da parte di Fedralog non ferma la mobilitazione del Movimento Territorio e Agricoltura (Mta). Questa mattina, al presidio di Sant’Onofrio, sono arrivati anche gli studenti delle scuole, a sostegno di una manifestazione nata dalle difficoltà di autotrasportatori e agricoltori e progressivamente allargatasi alle famiglie e ad altri settori della società.
A confermare la volontà di proseguire è Matteo Talarico, coordinatore di Mta, presente al presidio, che rivendica la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle richieste avanzate dai manifestanti. «Fedralog ha deciso di abbandonare le proteste, ma noi di MTA continueremo a combattere, anche perché non abbiamo avuto alcun riscontro da parte del Governo centrale e stiamo attendendo qualche notizia, speriamo positiva, da questo Consiglio dei ministri straordinario», afferma.
La mobilitazione si inserisce nella protesta calabrese contro il caro carburanti e l’aumento dei costi che gravano sulle attività produttive e sui bilanci familiari. Nei giorni scorsi, lo svincolo di Sant’Onofrio, insieme a quelli di Vazzano e Pizzo, era stato tra i punti di riferimento della protesta degli autotrasportatori nel Vibonese. Una vertenza che ha coinvolto anche cittadini e commercianti, preoccupati per le difficoltà economiche e per le conseguenze sui rifornimenti e sulla distribuzione delle merci.
Protesta dei Tir, a Vibo la smobilitazione di Fedralog spacca gli autotrasportatori e spiazza i commercianti ma gli agricoltori non mollano. E arrivano gli studentiLa nostra battaglia riguarda tutti
La presenza degli studenti rappresenta, per Talarico, un segnale importante. «Siamo orgogliosi di vederli qua, anche perché la nostra battaglia, come abbiamo sempre detto, è di tutti, soprattutto per loro, per i giovani, che sono il nostro futuro».
Il movimento, intanto, lavora alla riorganizzazione della propria presenza sul territorio. Talarico cita i presidi di Falerna, Spezzano, San Marco Argentano e Castrovillari, annunciando l’apertura di un nuovo punto a Pizzo e, nel corso della settimana, anche a Botricello.
Una scelta che punta a mantenere viva la protesta anche dopo la decisione di Fedralog di sospendere il fermo. Sul rapporto con la federazione, Talarico esprime delusione e contesta l’assenza di risultati concreti. «Io non credo che sia un accordo, perché non hanno ottenuto sostanzialmente nulla. Non riesco ancora a capire quale sia la motivazione reale. All’inizio ci avevano contattato per fare la manifestazione insieme, poi è tutto svanito».
Il rappresentante di Mta racconta di aver vissuto con amarezza la notizia dello stop. A sostenerlo, spiega, sono però i messaggi di solidarietà ricevuti dai cittadini e la disponibilità di nuove categorie a partecipare. Tra queste, un gruppo di ristoratori e cuochi che, secondo quanto riferito da Talarico, sarebbe composto da oltre cento persone e avrebbe manifestato l’intenzione di raggiungere i presidi di Falerna.
Protesta dei Tir, il presidio di Vibo smobilita: via i blocchi a Sant’Onofrio. Anche da Lamezia arriva lo stop alla protesta: «Non siamo gente che rompe le vetrine»Un documento alla Regione
Accanto alla richiesta di interventi da parte del Governo, il movimento prepara un’iniziativa rivolta alla Regione Calabria. «Il nostro tecnico ha preparato un documento che proporremo alla Regione Calabria, al presidente Occhiuto, per provare a risollevare le sorti della Regione, quantomeno», annuncia Talarico.
L’obiettivo è portare all’attenzione delle istituzioni le difficoltà di chi, pur continuando a lavorare, non riesce più a sostenere i costi dell’attività. Il caro carburante resta uno dei nodi principali, ma la protesta si è estesa a una condizione economica che, secondo i partecipanti, coinvolge ormai una fascia più ampia della popolazione.
Talarico assicura che la mobilitazione proseguirà nel rispetto delle regole e senza iniziative dirette a bloccare la circolazione. «Continueremo in maniera civile, come abbiamo fatto fino ad oggi. Non bloccheremo nulla, non siamo vandali, non siamo teppisti. Siamo padri di famiglia, onesti lavoratori, la mattina ci alziamo per andare a lavorare».
Poi la conclusione, che riassume le ragioni della protesta: «Non possiamo più andare a lavorare perché non produciamo reddito dal nostro lavoro. Come diceva un trasportatore, investiamo quello che ci è rimasto per portare avanti questa battaglia».
La prosecuzione dei presidi resta dunque legata alle risposte attese dalle istituzioni. Per MTA, la sospensione della mobilitazione da parte di Fedralog non chiude la vertenza: il movimento punta a coinvolgere altri cittadini e categorie produttive, mantenendo aperto il confronto con il Governo e con la Regione.