Aggressione al dirigente del Comune di Vibo Andrea Nocita, il Riesame conferma le misure per i due arrestati
Regge l’impianto accusatorio messo in piedi dal pm Maria Barnabei e dalla Squadra Mobile che dopo il positivo vaglio del Gip supera anche l’esame del TdL
Piena conferma da parte del Tribunale del Riesame di Catanzaro dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Vibo Valentia nei confronti di due indagati tratti in arresto dalla Squadra Mobile per le intimidazioni ai danni del dirigente del Comune di Vibo Valentia (settore Urbanistica) Andrea Nocita. I giudici del Riesame hanno infatti respinto il ricorso avverso le misure cautelari emesse dal gip ed hanno confermato in toto la bontà dell’impalcatura accusatoria messa in piedi dal pm della Procura di Vibo Valentia, Maria Barnabei, che ha coordinato le indagini condotte sul campo dai poliziotti della Squadra Mobile. Lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a corpo amministrativo sono i reati per i quali la polizia il 4 settembre scorso ha tratto in arresto: Michele Fazio, 46 anni, residente nella frazione Longobardi e che, alla luce della decisione del Tribunale del Riesame, resta in carcere; Roberto Pirrone, 34 anni, residente nella frazione Portosalvo, finito agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Contestato anche il reato di danneggiamento seguito dall’incendio dell’automobile utilizzata dal dirigente comunale.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 29 aprile scorso il dirigente Andrea Nocita è stato preso a bastonate nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo-Pizzo, mentre nella notte del 21 maggio la sua auto è stata data alle fiamme. Attraverso intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, pubblico ministero e investigatori ritengono di aver fatto luce sulle due intimidazioni che sarebbero legate all’attività professionale del dirigente del Comune di Vibo e, in particolare, all’ordine di demolizione di un fabbricato abusivo di proprietà di uno dei due arrestati. Michele Fazio viene ritenuto il mandante dei raid criminali e delle intimidazioni, Roberto Pirrone l’esecutore materiale che avrebbe agito dietro la promessa di un compenso economico utilizzando un motoveicolo successivamente rinvenuto nella disponibilità del mandante. Dalle indagini è emerso che la targa del mezzo utilizzato era stata artatamente modificata al fine di alterarne i caratteri alfanumerici. Gli elementi raccolti hanno quindi portato il pm Maria Barnabei a chiedere l’applicazione delle misure cautelari, alla luce della gravità delle condotte contestate, del rischio di reiterazione dei reati e del pericolo di inquinamento probatorio. Richiesta accolta dal giudice per le indagini preliminari ed ora confermata anche dal Tribunale del Riesame. I due indagati sono difesi dall’avvocato Francesco Lione.
Dopo la seconda intimidazione il sindaco di Vibo Valentia, Enzo Romeo, aveva parlato di uno “scenario inquietante”, disponendo - quale misura di tutela - l’accompagnamento di Andrea Nocita da parte della polizia municipale nel tragitto tra la stazione ferroviaria e il Municipio.