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12/06/2026 ore 17.36
Cronaca

Aggressione a militari della Guardia costiera e commerciante di Vibo, tre indagati

Avviso di conclusione indagini della Procura che ha coordinato l’attività investigativa di carabinieri e polizia. Una delle vittime è il marito della capogruppo del Pd in Consiglio comunale. Ecco tutte le accuse 

di Giuseppe Baglivo
Procura di Vibo Valentia

Tre indagati per altrettante ipotesi di reato che mirano a far luce su due distinti episodi che vedono quali parti offese due appartenenti alla Guardia Costiera di Vibo Marina e un commerciante, quest’ultimo marito della capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Vibo Laura Pugliese. Destinatari dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari, vergato dal pm della Procura di Vibo Valentia Maria Barnabei, sono: Salvatore Covato, 24 anni, residente nella frazione Portosalvo; Antonio Tondo, 24 anni, anche lui di Portosalvo; Daniele Mirenzio, 45 anni, di Vibo Valentia.

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L’aggressione a due militari della Guardia Costiera

Due i capi d’imputazione formulati dalla Procura nei confronti di Salvatore Covato per un episodio avvenuto a Briatico risalente al 21 agosto dello scorso anno. In particolare, Salvatore Covato è chiamato a rispondere di resistenza a pubblico ufficiale aggravata, in concorso con Francesco Longo (anche lui di Portosalvo) per il quale si è già proceduto separatamente ed il processo nei suoi confronti è ancora in corso. Mentre stavano compiendo atti inerenti il loro ufficio, i due appartenenti alla Capitaneria di Porto (Guardia costiera di Vibo Marina) sarebbero stati aggrediti e minacciati da Salvatore Covato e Francesco Longo i quali si trovavano in mare a bordo di una moto d’acqua. Alla richiesta della Guardia costiera di esibire la documentazione al fine di effettuare le verifiche e i riscontri di rito, Salvatore Carone e Francesco Longo dapprima si sarebbero aggrappati ad una sovrastruttura della motovedetta (rollbar), quindi riuscivano a salire a bordo dell’imbarcazione aggredendo fisicamente e verbalmente gli operanti. Dopo aver tentato di gettare a mare uno dei militari della Guardia costiera e averlo steso con un pugno al volto, i due giovani di Portosalvo sono accusati di aver aggredito con calci e pugni l’altro militare finito riverso a terra. Gli aggressori, quindi, dopo aver lasciato uno degli appartenenti alla Guardia costiera con il viso tumefatto e grondante sangue, sarebbero saliti a bordo di un natante nel frattempo a loro avvicinatosi, venendo scortati sino al porto di Vibo Marina.
Il secondo reato contestato a Salvatore Covato è quello di lesioni personali aggravate in quanto avrebbe concorso a causare al capo aiutante della Guardia costiera aggredito lesioni giudicate guaribili in trenta giorni.

L’aggressione al marito della consigliera 

Lesioni personali gravi è quindi il reato ipotizzato dal pm nei confronti di Salvatore Covato, Antonio Tondo e Daniele Mirenzio. In concorso materiale e morale tra loro dapprima avrebbero raggiunto l’esercizio commerciale “FM Elettronica” a Vibo in via Protettì a Vibo a bordo di una Fiat Punto intestata ad Antonio Tondo. Quindi due di loro – con il volto coperto da un passamontagna – sono accusati di aver fatto irruzione all’interno del locale per scagliarsi contro Massimiliano Cacciatore, colpendolo con una mazza da baseball e un bastone anche una volta che la vittima era riuscita a raggiungere la strada per darsi alla fuga e mettersi in salvo. Le ferite provocate alla persona offesa sono state giudicate guaribili in 60 giorni e il pm contesta ai tre indagati anche le aggravanti di aver commesso l’aggressione con armi o, comunque, con oggetti atti ad offendere, e l’ulteriore aggravante di aver agito con il volto travisato. L’aggressione è datata 8 agosto 2025.
Tutti gli indagati avranno ora venti giorni di tempo per chiedere al pm di essere interrogati o presentare memorie difensive attraverso i rispettivi legali. Salvatore Covato e Antonio Tondo sono assistiti dall’avvocato Caterina Ferrari Messina. Le indagini coordinate dalla Procura sono state condotte sul “campo” dai Carabinieri e dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia.