A Papaglionti di Zungri acqua razionata e non potabile: «Costretti a rifornirci alla fontana, viviamo un incubo»
Nella frazione proseguono i disagi tra razionamento idrico, divieto di utilizzo per il consumo umano e analisi private che avrebbero evidenziato valori alterati. I cittadini chiedono interventi urgenti: «Situazione da terzo mondo»
Residenti esasperati a Papaglionti, frazione del Comune di Zungri, per la perdurante carenza idrica, a cui si è aggiunta la non potabilità dell'acqua. Gli abitanti denunciano da tempo un servizio a singhiozzo: «Da giugno 2025 l'erogazione è razionalizzata. Generalmente abbiamo acqua durante il giorno, mentre nelle ore notturne i rubinetti restano a secco. In realtà, già dal pomeriggio la pressione comincia a diminuire».
Già la scorsa estate i residenti avevano cercato di comprendere l'origine dei continui disservizi, rivolgendosi direttamente al Comune. «Da allora, però, non è cambiato nulla. Anzi, la situazione è peggiorata. Da febbraio abbiamo iniziato ad avvertire un cattivo odore nell'acqua. In un primo momento il Comune ci aveva rassicurati sulla sua conformità, ma quell'odore acre continuava a persistere. Abbiamo quindi deciso di commissionare analisi private che hanno confermato i nostri sospetti: i valori erano alterati». Le ultime analisi, effettuate a giugno su iniziativa dei cittadini, «hanno dato gli stessi risultati e l'acqua continua ad avere un cattivo odore».
Da qui la richiesta di un confronto con il sindaco Serafino Fiamingo, che «si è effettivamente presentato a discutere con i cittadini. Sono stati effettuati anche sopralluoghi alla presenza del tecnico comunale e di un responsabile della ditta, ma l'origine del problema non è stata individuata e, allo stesso tempo, non sono state trovate soluzioni. Inoltre non sono state messe a disposizione autobotti per alleviare i disagi».
L’ordinanza del sindaco
Proprio l'8 luglio il primo cittadino ha firmato un'ordinanza che vieta l'utilizzo dell'acqua per scopi potabili e per il consumo umano. In particolare, l'acqua non può essere utilizzata per uso alimentare, per l'igiene della persona, per il lavaggio di biberon e altri oggetti destinati all'infanzia, per la preparazione degli alimenti e per il lavaggio delle stoviglie.
A preoccupare la comunità di Papaglionti è soprattutto l'assenza di interventi risolutivi, a fronte di disagi quotidiani. «Nel fine settimana, da sabato, l'acqua è mancata per giorni a causa di lavori Sorical. A soffrire maggiormente sono stati gli anziani, le famiglie con bambini e chi non dispone di un'autoclave. La situazione è lentamente rientrata lunedì (l’acqua dopo gli interventi era rimasta chiusa) ma alcune zone del paese sono ancora senz'acqua. Non sappiamo perché».
L’acqua alla fontanella
«Lo scenario è da terzo mondo», denunciano i residenti. «Per far fronte al fabbisogno idrico di una normale famiglia siamo costretti ad andare alla fontana con bottiglie e taniche, anche più volte al giorno. Quell'acqua la utilizziamo per lavare le stoviglie, la frutta e la verdura». Anche la normale igiene personale è diventata un problema: «C'è chi si lava con l'acqua della fontana e chi è costretto ad acquistare casse d'acqua al supermercato». Tra gli abitanti della frazione, aggiungono, «c'è anche chi ha iniziato a soffrire di dermatiti».
«Dal sindaco riceviamo notizie frammentarie. In realtà l'origine del problema non è ancora emersa, ma il primo cittadino ci ha annunciato che in autunno dovrebbero partire i lavori sulla rete idrica».
Ad oggi, però, prevalgono amarezza e preoccupazione. «Più volte ci siamo recati in Comune e più volte abbiamo inviato Pec per chiedere chiarimenti sulla questione idrica, ma non abbiamo mai ricevuto risposte. Le nostre segnalazioni sono state inviate anche al prefetto, alla procura, ai carabinieri, a Sorical, al Ministero della Salute e ad altri enti, fino all'ultima Pec spedita al presidente della Regione, Roberto Occhiuto».
Infine, c'è un ulteriore elemento che alimenta i timori dei cittadini: «Ci preoccupa la data di scadenza dell'ordinanza pubblicata sull'albo pretorio, fissata a marzo 2027. Questo ci fa pensare che l'emergenza che stiamo vivendo non sia destinata a risolversi in tempi brevi».