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30/08/2026 ore 17.17
Cronaca

A Mileto messa pontificale di San Fortunato, in chiesa anche i proprietari del B&B dove è esplosa una bombola di gas: «Siamo sconvolti»

Nella struttura è avvenuta la deflagrazione che ha causato la morte del 48enne Yamnik Petra. Ancora in pericolo di vita la moglie Izidor e la figlia Ema di 10 anni. I titolari della struttura: «Il nostro primo pensiero va a loro. Non ci sono parole per descrivere questo dramma»

di Giuseppe Currà

È stata una messa pontificale “particolare”, quella presieduta quest'oggi dal vescovo monsignor Attilio Nostro all'interno della basilica cattedrale di Mileto. Il sacro rito è stato celebrato nell'ambito della festa del compatrono San Fortunato Martire. “Svuotata” quest'anno delle iniziative civili - sospese dopo la morte di un uomo provocato dall'esplosione di una bombola del gas avvenuta lo scorso 25 agosto nel B&B Villa Mary - la celebrazione eucaristica si è tuttavia arricchita di ulteriori e più profondi significati, derivanti dalla partecipazione dei proprietari della struttura in cui tutto ciò si è verificato. A dimostrazione del fatto che questa tragedia immane ha segnato indelebilmente non una, ma due famiglie che oggi si ritrovano unite a Dio nella sofferenza e nella preghiera. Nell'incendio che ne è conseguito è rimasto coinvolto un intero nucleo di nazionalità slovena. Il 48enne Yamnik Cobolt Petra non ce l'ha fatta. La moglie 44enne Izidor e la figlia di 10 anni Ema, invece, stanno ancora oggi lottando disperatamente tra la vita e la morte presso i rispettivi Centri Grandi Ustionati di Catania e Bari.

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Tra i momenti più significativi della celebrazione eucaristica, svoltasi oggi nella chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, la preghiera dei fedeli in cui è stato chiesto a Dio di intervenire: «per la famiglia colpita dalla grave tragedia avvenuta nella nostra comunità, affinché il Signore accolga nella sua misericordia il papà che ci ha lasciato, sostenga la mamma e la figlia che stanno lottando per la vita e doni la loro forza speranza e guarigione; per i loro familiari e per quanti sono nel dolore, perché il Signore sia loro vicino e li sostenga in questo momento così difficile; per i proprietari della struttura e per la loro famiglia, che stanno vivendo con grande dolore e sofferenza questi giorni: il Signore doni loro forza, serenità e coraggio e li sostenga nella prova». Infine, una preghiera anche «per tutti coloro che si sono prodigati nei soccorsi: i volontari, il personale sanitario, le forze dell'ordine ei vigili del fuoco: il Signore benedica il loro impegno, dia loro forza e li sostenga nel delicato servizio che stanno svolgendo a favore di chi soffre».

Al termine della santa messa, le parole rilasciate dai proprietari del B&B Villa Mary a Il Vibonese. «In questo momento drammatico - sottolineano - il nostro primo pensiero va alla famiglia slovena che è stata colpita da questa immane tragedia. Non ci sono parole per descrivere il dramma che stanno e che stiamo vivendo. L'unica cosa che possiamo dire è che esprimiamo massima solidarietà e vicinanza a loro e ai loro familiari. Nel contempo chiediamo a tutti di unirsi con noi in preghiera, per salvare la vita di questa mamma e di questa bambina. Principalmente c'è la vita di queste persone. Noi siamo con loro, e la nostra presenza oggi qui in chiesa vuole testimoniare anche questo. Uniamoci tutti insieme nelle preghiere per la loro salvezza, così come stiamo facendo noi tutti i giorni».

Nelle scorse ore, tra l'altro, una lettera è stata fatta recapitare dai parenti della famiglia slovena al sindaco di Mileto Salvatore Fortunato Giordano, il quale nel giorno successivo alla morte di Yamnik ha, di concerto con la parrocchia, deciso di proclamare il lutto cittadino e di sospendere le varie manifestazioni civili programmate fino alla giornata di oggi. Nella missiva viene espressa l’intenzione di venire a Mileto per recarsi sul luogo della tragedia e stare vicini alla donna e alla bambina ancora in gravissime condizioni. Inoltre esprimono gratitudine per la vicinanza e la solidarietà dimostrate dai miletesi.

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