Le Vare e la processione della Desolata, il Venerdì Santo a Vibo tra fede e tradizione
Nei due riti attesi in città il racconto della passione e morte di Gesù. Momenti intensi, carichi di emozioni, che attraversano le vie richiamando l’attenzione di fiumi di fedeli provenienti anche dai paesi limitrofi
Il racconto della passione e morte di Gesù in un crescendo di pathos ed emozioni. È il giorno del Venerdì Santo, tra i momenti più intensi della cristianità e Vibo vive il momento più struggente del triduo pasquale. La città infatti si ferma e in centinaia, fedeli e non, assistono alle “vare” (liturgia della Passione 16.00, le vare ore 17. 30) . In occasione della processione, che si snoda dalla chiesa del Rosario, vengono rappresentati – attraverso la presenza di statue settecentesche - gli ultimi istanti di vita terrena di Cristo.
Dalla sofferenza dell’orto degli ulivi al Gesù morto
Si passa alla sofferenza di Gesù nell’orto degli ulivi, al Cristo alla colonna. E poi l’ecce homo, Gesù con la croce, il Crocifisso e Gesù morto. La processione dei misteri dolorosi, che come tradizione si svolge sotto l’egida dell’Arciconfraternita Maria Santissima del Rosario e San Giovanni Battista, si chiude con le statue della Madonna Addolorata, avvolta negli abiti del lutto e San Giovanni. Queste ultime due effigi saranno poi protagoniste, insieme al Cristo Risorto, dell’Affruntata.
Il corteo vede come fulcro la chiesa del Rosario. Le vare, accompagnate da una scia infinita di fedeli e rappresentanti delle istituzioni, toccano i punti nevralgici nella città. Successivamente al ritorno in chiesa, dalle 20.30, segue il rito della “chiamata dei santi”. Il sacerdote “chiama”, sotto al pulpito, cinque sculture: Ecce Homo, Gesù crocifisso, Gesù morto, Madonna Addolorata, San Giovanni che entra correndo.
La processione della Desolata
Le vare non sono l’unico appuntamento in programma a Vibo. C’è un altro sentito rito che, nel Venerdì Santo, scandisce il percorso di fede della comunità verso la Pasqua. È la processione della Desolata. La Madonna, vestita a lutto, attraversa le vie cittadine accompagnata dalle preghiere dei fedeli e dalle musiche della banda. È un momento toccante, profondo. Un fiume di fedeli, nonostante l’ora tarda, compartecipa al dolore struggente della Vergine. Il corteo parte dalla chiesa di San Giuseppe (inizio ore 22.00). L’uscita dell’Addolorata, tradizionalmente è accompagnata dall’esecuzione della marcia funebre di Amedeo Vella, “Una lacrima sulla tomba di mia madre”. Tra le “tappe” della Madonna, anche il saluto ai degenti ricoverati all’ospedale Jazzolino.