Sezioni
07/04/2026 ore 13.02
Attualità

A Dasà è ancora Pasqua: in scena la ‘Ncrinata, emozioni e tante presenze all’antico rito

Mentre l’Affruntata scandisce la Domenica della Risurrezione in tanti centri del Vibonese, il paese dell’entroterra rinnova una tradizione centenaria che si svolge il giorno dopo il Lunedì dell’Angelo e attira ogni anno fiumi di fedeli

di Giusy D'Angelo

Fede, tradizioni e radici. A Dasà, nel cuore del Vibonese, nella tarda mattinata un fiume di fedeli – provenienti anche dai paesi limitrofi – è stato coinvolto nello storico appuntamento con la ‘Ncrinata. Momenti ricchi di emozioni hanno attraversato il paese, protagonista di una pagina di intensa spiritualità.

L’intronizzazione, il rito che precede la ‘Ncrinata

Il percorso inizia a Pasquetta con l’intronizzazione della Madonna della Consolazione. La statua della Vergine lascia la sua sede e viene spostata su una varetta. Qui avviene una vera e propria “vestizione” dell’effigie che si prepara poi ad affrontare la ‘Ncrinata (prevista per il Martedì). Il rito è scandito da canti e preghiere in un unico grande coinvolgimento collettivo. La statua del Bambino Gesù viene materialmente staccata dalle braccia della Madonna mentre le vesti del lutto ricoprono la statua. Sul capo viene posto il velo nero e la corona, tra le dita, un fazzoletto.

La ‘Ncrinata, il saluto della Madonna al Risorto

Quella della ‘Ncrinata è una tradizione lunga oltre 300 anni e nel tempo è divenuta simbolo del patrimonio storico-culturale locale. Nell’archivio diocesano è attestato che la prima documentazione del sacro rito risale al 1711. Secondo altri studi, l’evento religioso risale a due secoli prima, al 1500. C’è dato non trascurabile: la statua della Madonna della Consolazione è di epoca tardo rinascimentale.

Mentre l’Affrontata scandisce il giorno di Pasqua in numerosi centri del Vibonese, a Dasà l’attenzione del giorno dopo il Lunedì dell’Angelo si concentra sul saluto, ‘Ncrinata appunto, che la Vergine riserva a suo figlio dopo la Resurrezione. Rispetto all’Affrontata, varia la formula dell’annuncio pasquale. La Madonna accoglie immediatamente il messaggio di San Giovanni. Solo una volta l’apostolo si reca dalla Vergine. Lei crede e corre verso il Risorto mentre un pubblico commosso e attento partecipa ad un incontro senza tempo che racchiude secoli di amore per la propria storia e tradizioni.