Tartarughe Caretta caretta, due nidi individuati tra Formicoli e Parghelia. Legambiente: «Messi in sicurezza»
Due ritrovamenti sulle spiagge del Vibonese. I volontari del circolo di Ricadi: «Le condizioni della costa non costituiscono un habitat ideale per la nidificazione, chiediamo collaborazione ai titolari degli stabilimenti balneari e agli enti locali»
La stagione di monitoraggio delle spiagge vibonesi si apre con risultati che confermano l’importanza del lavoro svolto sul territorio. A pochi giorni dall’avvio delle attività, il Circolo Legambiente Ricadi ha individuato due nidi di tartaruga marina Caretta caretta in appena due giorni, oltre a numerose tracce che testimoniano la presenza della specie lungo diverse spiagge della Costa degli Dei.
Il primo ritrovamento è avvenuto sulla spiaggia di Formicoli, a Santa Domenica, grazie all’attività di pattugliamento effettuata dai volontari all’alba. Il secondo nido è stato invece individuato sulla spiaggia di Parghelia, al confine con il territorio di Zambrone. Due rinvenimenti che rappresentano un importante segnale per la tutela della biodiversità marina e che confermano la crescente frequentazione del litorale vibonese da parte di una specie considerata a forte rischio di estinzione.
Particolarmente delicata si è rivelata la situazione del nido di Formicoli. Dopo le verifiche effettuate dagli operatori, il sito originario è stato giudicato non idoneo alla schiusa. Il nido, infatti, si trovava in una posizione eccessivamente vicina alla battigia e risultava esposto all’azione del vento, delle maree e di eventuali mareggiate.
Per questo motivo, spiegano i volontari, «il luogo iniziale è stato ritenuto inidoneo a causa dell’eccessiva vicinanza al mare e all’esposizione ai venti e alle maree», condizioni che avrebbero potuto compromettere il normale sviluppo delle uova. Per garantire il buon esito della nidificazione si è quindi proceduto al trasferimento in un’area più sicura e adeguata.
Diversa la situazione del nido rinvenuto a Parghelia, che dopo le valutazioni tecniche è stato lasciato nel luogo di deposizione e opportunamente protetto. Il sito è stato infatti messo in sicurezza in attesa della schiusa, mentre su altre spiagge del comprensorio sono state individuate tracce riconducibili a tentativi di nidificazione.
I risultati ottenuti in queste prime settimane rafforzano una convinzione maturata dal circolo ambientalista nel corso degli anni. Secondo i volontari, infatti, anche le spiagge più frequentate del litorale vibonese possono rappresentare habitat idonei alla nidificazione delle Caretta caretta, nonostante il forte impatto delle attività umane.
I dati raccolti nel tempo non si limitano all’attività di sorveglianza e protezione dei nidi. Le informazioni ottenute durante il monitoraggio vengono infatti elaborate e utilizzate anche in ambito scientifico, contribuendo ad accrescere le conoscenze sulla presenza della specie lungo le coste calabresi.
I recenti ritrovamenti contribuiscono inoltre a superare convinzioni radicate nel passato. Per lungo tempo, infatti, le spiagge della Costa degli Dei sono state considerate poco adatte alla nidificazione a causa dell’elevata presenza di turisti, del consumo di suolo e della forte antropizzazione.
Una percezione che oggi viene almeno in parte smentita dai fatti, pur senza ignorare le criticità esistenti. Gli stessi volontari sottolineano come «le condizioni in cui versa la costa a causa dell’eccessiva pressione antropica e dello snaturamento dei luoghi non rappresentano, in generale, un habitat ideale per la nidificazione». Proprio per questo il circolo ha rivolto un appello ai gestori delle strutture ricettive, degli stabilimenti balneari e agli enti locali affinché si rafforzi la collaborazione per la tutela dei siti di deposizione.
L’obiettivo è duplice: garantire la protezione dei nidi e rendere progressivamente le spiagge più favorevoli alla biodiversità attraverso comportamenti sostenibili. Tra le richieste avanzate vi è anche quella di limitare pratiche potenzialmente dannose, a partire dall’utilizzo di mezzi meccanici per la pulizia degli arenili.
Un invito che, sottolineano gli ambientalisti, è già stato accolto da diverse amministrazioni e da alcuni operatori balneari che stanno offrendo il proprio supporto alle attività di monitoraggio. Passi concreti che potrebbero favorire non solo la salvaguardia della biodiversità marina, ma anche una più ampia rigenerazione ambientale delle coste vibonesi.
L’attività del Circolo Legambiente Ricadi si inserisce nel progetto Life Turtlenest, iniziativa dedicata alla tutela dei nidi di tartaruga marina nel Mediterraneo occidentale. Per il terzo anno consecutivo i volontari stanno portando avanti un monitoraggio quotidiano delle spiagge, effettuato anche grazie all’utilizzo di droni.
Si tratta di un lavoro impegnativo che viene svolto ogni giorno all’alba e che coinvolge numerosi soci dei circoli locali. Con l’aumento delle aree da controllare, cresce anche l’impegno richiesto ai volontari, che operano interamente su base volontaria per garantire la protezione di una delle specie simbolo del Mediterraneo.
Per questo motivo l’associazione rinnova il proprio invito ai cittadini a partecipare attivamente alle attività di tutela ambientale. Periodicamente vengono infatti organizzati corsi di formazione presso la sede del circolo, con l’obiettivo di coinvolgere nuovi volontari e ampliare la rete di monitoraggio lungo le spiagge del territorio.