Taglio abusivo di alberi a Nardodipace, Greco (Prc): «Sanzioni insufficienti, si cambino le leggi sulle tutele ambientali»
Il responsabile Ambiente della Segreteria regionale del Partito della Rifondazione comunista in merito al disastro ambientale nei boschi vibonesi: «Non possiamo più tollerare che il nostro territorio venga saccheggiato»
«Le sanzioni non bastano, serve una riforma radicale delle tutele». Così Gregorio Greco, responsabile Ambiente della Segreteria regionale del Partito della Rifondazione Comunista, definisce il taglio raso abusivo di 372 alberi ad alto fusto, tra pini e lecci, scoperto dai Carabinieri Forestali in località Monte Palella, nel territorio comunale di Nardodipace. Un disastro ambientale definito come «un vero e proprio crimine contro la natura e contro l’intera comunità calabrese».
Taglio abusivo di 372 alberi a Nardodipace, sequestrata un’area comunale a Monte PalellaPer Greco, «chi abbatte illegalmente centinaia di alberi non compie una semplice infrazione amministrativa, ma un atto criminale che devasta il nostro ecosistema». Come Rifondazione comunista, «esprimiamo la nostra più ferma e totale condanna per questo scempio ambientale. Davanti a danni di tale portata, una sanzione pecuniaria di 21mila euro è del tutto insufficiente. Spesso, purtroppo, queste multe non vengono nemmeno pagate, trasformando il reato in un rischio calcolato per chi specula sulla nostra terra. ll patrimonio boschivo calabrese rappresenta un bene comune inestimabile, una ricchezza di tutti i cittadini che va difesa con ogni mezzo».
Secondo Rifondazione Comunista, episodi come quello di Nardodipace dimostrano la fragilità dell'attuale sistema di vigilanza e l'urgenza di un cambio di passo normativo. «Non possiamo più tollerare che il nostro territorio venga saccheggiato», continua l'esponente di Prc.
Da qui la richiesta alle istituzioni regionali e nazionali di «una revisione profonda delle leggi sulle tutele ambientali. Servono pene severe, l'obbligo di ripristino immediato dello stato dei luoghi a spese dei responsabili e un potenziamento dei controlli forestali. La difesa della biodiversità e del suolo deve diventare la priorità assoluta per il futuro della Calabria».
In conclusione il Partito della Rifondazione comunista, dopo aver ringraziato i Carabinieri Forestali per il tempestivo intervento e il sequestro dell'area, ha assicurato che continuerà a vigilare e a dare battaglia in ogni sede per la salvaguardia del patrimonio naturale calabrese.