«Stop alle potature in primavera»: l’appello del Wwf Vibo per salvare i nidi degli uccelli
Con l’arrivo della nuova stagione cresce il rischio per uova e pulcini. Il naturalista Pino Paolillo: «Interventi spesso inutili e dannosi»
Con l’arrivo della primavera torna puntuale anche la stagione della nidificazione, un momento cruciale per molte specie di uccelli che scelgono alberi, arbusti e siepi come luogo sicuro per deporre e allevare i propri piccoli. Ed è proprio in questa fase delicata che il Wwf Vibo Valentia lancia un appello alle amministrazioni comunali: fermare le potature per evitare la distruzione dei nidi.
«L’attività riproduttiva degli uccelli richiede giorni, a volte settimane di lavoro», ricorda il naturalista Pino Paolillo, sottolineando come numerose specie utilizzino il verde urbano per costruire rifugi complessi e ben mimetizzati. Tra queste figurano passeriformi come cardellini, verdoni, verzellini, fringuelli, capinere e merli, ma anche tortore dal collare e colombacci. Nelle cavità dei tronchi e tra i rami più grandi trovano invece riparo cince, rampichini e rapaci notturni come civette e allocchi.
Un equilibrio fragile, che ogni anno rischia di essere compromesso dagli interventi di manutenzione del verde pubblico. «Le potature, nella maggior parte dei casi, sono prive di reali motivazioni scientifiche», evidenzia il Wwf Vibo Valentia, denunciando pratiche invasive che finiscono per compromettere sia la fauna sia la salute degli alberi.
Nel mirino soprattutto i tagli drastici e le capitozzature, interventi che eliminano intere chiome e l’apparato fogliare. Operazioni che, secondo gli esperti, dovrebbero essere limitate a situazioni eccezionali, come il rischio di caduta o problemi di sicurezza pubblica, e non eseguite «tanto per fare», come spesso accade per consuetudine amministrativa.
Il danno, sottolinea l’associazione, è quindi duplice: da un lato si distruggono i nidi e si compromette la riproduzione degli uccelli, dall’altro si indeboliscono le stesse piante, sottoposte a traumi ripetuti e spesso irreversibili.
A ricordare la gravità della situazione intervengono anche le norme di legge. L’articolo 21 della legge 157/92 vieta espressamente di «distruggere o danneggiare deliberatamente nidi e uova, nonché disturbare le specie protette di uccelli». Nei casi più gravi, la distruzione di un nido con presenza di pulcini può configurare un reato punito dal codice penale. La tutela è inoltre rafforzata a livello europeo dalla direttiva 79/409/CEE, che proibisce la rimozione e il danneggiamento dei nidi.
Da qui l’appello del Wwf Vibo Valentia agli amministratori locali: sospendere le operazioni di potatura e taglio almeno da marzo a settembre, salvo situazioni di reale pericolo. Un periodo necessario per consentire agli uccelli di portare a termine il ciclo riproduttivo senza interferenze.
«Si tratta di una funzione essenziale per la conservazione delle specie», ribadisce l’associazione, invitando a una gestione più consapevole del verde urbano, capace di coniugare sicurezza, decoro e tutela della biodiversità.