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20/05/2026 ore 17.28
Ambiente

Stop al parco eolico a Piano del Campo, Grillo: «Rinnovabili sfida per il futuro ma serve equilibrio nella tutela dei territori»

Per l’ex commissario del Parco delle Serre, «non si tratta di assumere posizioni ideologiche contro le energie rinnovabili». L’obiettivo deve essere quello di bilanciare «sviluppo, tutela ambientale, paesaggio e identità dei territori»

di Redazione

«La decisione della Regione Calabria di dichiarare improcedibile l’istanza relativa al progetto eolico industriale “Piano del Campo” rappresenta un passaggio importante sul piano della tutela ambientale e della corretta pianificazione territoriale dell’area delle Serre e dell’intero comprensorio interessato». Ne è convinto Alfonso Grillo, ex commissario del Parco delle Serre e politico di lungo corso.

Le criticità emerse

Grillo commenta la notizia dello stop all’impianto eolico “Piano del campo” nell’area del lago Angitola, progetto fortemente ostacolato dai Comuni di Polia, Filadelfia, Monterosso Calabro e Maierato: «Dalle valutazioni emerse nel procedimento amministrativo e dalle osservazioni formulate dai Comuni coinvolti, sono emerse criticità significative sotto il profilo ambientale, documentale e della compatibilità territoriale dell’intervento proposto. Un elemento che conferma quanto sia necessario affrontare temi così delicati con rigore tecnico, prudenza istituzionale e visione strategica».

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Per l’ex commissario del Parco delle Serre, «la Calabria deve guardare con convinzione alla transizione energetica e allo sviluppo delle energie rinnovabili, che rappresentano una sfida decisiva per il futuro del Paese e dell’Europa. Tuttavia, proprio perché la transizione ecologica è un obiettivo serio e strategico, essa non può essere affrontata senza un equilibrio reale tra sviluppo energetico, tutela ambientale, paesaggio e identità dei territori. La stessa Calabria è oggi tra le regioni italiane con la più alta copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili, arrivando, secondo i dati Ispra, a sfiorare il 100% dell’energia elettrica consumata. Un risultato importante che dimostra come il tema non sia essere contrari alle energie pulite, ma governarne la localizzazione e l’impatto in maniera sostenibile e compatibile con i territori di maggiore pregio ambientale e paesaggistico».

Sostenibilità ambientale e impatto dei grandi impianti energetici

Grillo fa rilevare: «Negli ultimi anni, nell’ambito delle attività istituzionali e dei confronti pubblici sviluppati attorno al Parco naturale regionale delle Serre, sono stati promossi momenti di approfondimento sul rapporto tra sostenibilità ambientale, pianificazione territoriale e impatto dei grandi impianti energetici industriali, coinvolgendo amministratori, tecnici, associazioni e cittadini in una riflessione più ampia sul futuro delle aree interne calabresi. Oggi il tema assume una rilevanza ancora maggiore alla luce degli obiettivi fissati dall’Unione Europea sulla tutela degli ecosistemi naturali e della biodiversità, che prevedono entro il 2030 la tutela di almeno il 30% del territorio attraverso sistemi di protezione ambientale e conservazione ecosistemica».

In questo quadro, «il sistema dei parchi calabresi assume un valore strategico non soltanto ambientale, ma anche economico, turistico e sociale. Il Parco naturale regionale delle Serre, insieme agli altri grandi sistemi ambientali protetti della Calabria, costituisce un’infrastruttura territoriale fondamentale per lo sviluppo sostenibile, la tutela delle risorse idriche, la salvaguardia forestale e la crescita delle economie legate al turismo ambientale e culturale. Le Serre, inoltre, si trovano oggi al centro di progettualità legate al turismo lento e sostenibile di respiro nazionale e internazionale, attraverso il sistema dei cammini naturalistici e religiosi, le connessioni cicloturistiche di lunga percorrenza e l’integrazione tra aree interne, borghi storici, patrimonio archeologico e costa calabrese. Una visione dello sviluppo che punta a valorizzare il paesaggio come risorsa economica durevole e non come elemento sacrificabile».

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La sfida delle rinnovabili

Per questo motivo, chiarisce Grillo, «appare sempre più necessario coniugare innovazione energetica e compatibilità ecosistemica, evitando interventi industriali di grande impatto in contesti di particolare fragilità ambientale e paesaggistica. Non si tratta di assumere posizioni ideologiche contro le energie rinnovabili. Al contrario. La vera sfida – evidenzia - consiste nel governare il cambiamento con equilibrio e responsabilità, evitando che la transizione ecologica perda il necessario rapporto con la tutela del territorio e con la qualità della vita delle comunità locali. La scelta assunta dalla Regione va quindi letta come il risultato di un confronto istituzionale serio, nel quale i sindaci del territorio, gli enti coinvolti e gli uffici tecnici hanno svolto un ruolo importante nel rappresentare le criticità emerse durante l’iter istruttorio. Oggi più che mai serve una programmazione energetica moderna, credibile e sostenibile, capace di distinguere tra sviluppo e semplice occupazione indiscriminata del territorio. La Calabria – conclude - può essere protagonista della transizione ecologica, ma deve farlo valorizzando la propria identità ambientale, il sistema dei parchi, il patrimonio forestale e le nuove economie legate al turismo esperienziale e sostenibile».