Pizzo, salvato un raro esemplare di gabbiano corso: aveva le zampe intrappolate in una lenza - VIDEO
A notarlo accovacciato sulla spiaggia un imprenditore del posto che ha preveduto a liberarlo dal filo di nylon permettendogli di spiccare di nuovo il volo. Paolillo (Wwf): «Avvistamento interessante, a livello mondiale è classificato come specie vulnerabile»
Era accovacciato sulla battigia, impossibilitato a volare. A notarlo sulla spiaggia di Pizzo, il gestore di un lido in località Marinella, Pino Galloro, che non ha esitato ad avvicinarsi scoprendo che aveva le zampe avvolte dal filo di nylon di una lenza che gli impediva di spiccare il volo, nonostante potesse allargare le ali. Quello che i suoi soccorritori pensavano fosse un comune gabbiano, era però un gabbiano “speciale”. Si tratta infatti, riferisce il naturalista del Wwf Pino Paolillo, di un raro gabbiano corso (Larus audouinii), classificato come specie vulnerabile a livello mondiale.
Prima di liberare il gabbiano dalla lenza che lo costringeva, Galloro ha immortalato la scena con un video che subito ha cominciato a circolare in rete, fino a che non è stato visionato Paolillo, che ha riconosciuto nel pennuto un gabbiano corso trasmettendo a Galloro stesso la notizia dell’interessante rinvenimento.
Più piccolo del “reale” e più grande del “comune”, il gabbiano corso si caratterizza per il colore bruno scuro degli occhi, il profilo più slanciato della testa, le zampe grigie e soprattutto per il becco rosso con la punta nera e giallo (quest’ultimo appena percettibile). In passato era spesso confuso con il diffusissimo gabbiano reale, tanto che la specie è stata riconosciuta solo nel 1826.
Si tratta - ricorda il naturalista - di un gabbiano con areale riproduttivo ristretto al Mediterraneo, con la maggior parte delle coppie concentrate in Spagna e che in Italia nidifica con poche centinaia di coppie, prevalentemente in Sardegna e nell’Arcipelago Toscano. Le zone di svernamento della popolazione italiana comprendono le coste atlantiche dell’Africa del Nord.
Paolillo ricorda che, sempre sul litorale di Pizzo, quella di oggi risulta la quarta osservazione della specie, a partire dalla prima del settembre 2019 in località “Ponte di Ferro” (foto a destra).