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18/07/2026 ore 10.59
Ambiente

Per la Corte Costituzionale è legittimo vietare nuovi impianti fotovoltaici su suolo agricolo, esulta Coldiretti

Il presidente provinciale Porcelli: «Una decisione che incoraggia a proseguire la nostra battaglia». Tra Pizzo e Maierato il progetto per realizzare un mega impianto su 73 ettari dove si coltiva il grano Rosìa tutelato a livello nazionale

di S. M.

Con la sentenza n. 127/2026, la Corte Costituzionale ha stabilito la legittimità del divieto di installare nuovi impianti fotovoltaici a terra (con moduli collocati direttamente sul suolo) nelle aree agricole. La Consulta ha respinto i ricorsi, confermando che la norma non blocca l'energia solare ma consente ancora l'agrivoltaico e gli impianti non a terra.

Si tratta comunque di un importante pronunciamento che pone dei precisi limiti al consumo del suolo in aree agricole. Non a caso è la Coldiretti la prima ad accogliere con estremo favore la sentenza.

«Lo stop della Corte Costituzionale al fotovoltaico selvaggio che sottrae ettari di terreni fertili alla produzione alimentare è una vittoria per agricoltori e cittadini e dimostra come sia possibile contribuire alla transizione ecologica senza sottrarre nemmeno un metro quadro di suolo alle coltivazioni - afferma l’organizzazione -. Questa sentenza conferma di fatto il divieto di installazione dei pannelli a terra inserito nel decreto Agricoltura che abbiamo fortemente voluto e sostenuto. L’installazione indiscriminata di ettari di fotovoltaico sui terreni, con tecnologie industriali mascherate da impianti agrivoltaici, ha avuto in questi anni l’effetto di sottrarre terreno agricolo alla sua naturale vocazione produttiva, aumentando il consumo di suolo».

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L’eco della sentenza arriva anche nel Vibonese, dove da giorni tiene banco la notizia del progetto per la realizzazione di un mega-impianto fotovoltaico nella Piana degli Scrisi, tra Pizzo e Maierato. Un impianto (ma in questo caso si tratta di agrivoltaico e non pannelli a terra) che si estenderebbe su ben 79 ettari di terreno, pari a circa 110 campi di calcio, nel cuore della produzione dell’antico grano Rosìa, posto sotto tutela dal Masaf e dalla Regione Calabria.

Per il presidente provinciale di Coldiretti, Giuseppe Porcelli, la pronuncia della Corte Costituzionale «rappresenta una decisione di grande importanza per il futuro dell’agricoltura italiana e conferma la bontà della battaglia portata avanti da Coldiretti a tutela del suolo agricolo e della sovranità alimentare del nostro Paese. La sentenza rafforza un principio che abbiamo sempre sostenuto: la transizione energetica è una sfida indispensabile, ma non può essere realizzata sacrificando i terreni agricoli più fertili e produttivi. Ambiente e agricoltura non sono interessi contrapposti, ma devono procedere insieme, nel rispetto di un equilibrio che garantisca sia la produzione di energia pulita sia quella di cibo. La posizione assunta da Coldiretti nazionale, oggi ulteriormente avvalorata dalla Corte Costituzionale, dimostra che è possibile investire nelle energie rinnovabili privilegiando aree industriali, cave dismesse, coperture degli edifici e superfici già compromesse, evitando di sottrarre ettari di terreno alla loro naturale vocazione produttiva».

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Il collegamento con quanto si prevede nel Vibonese è automatico. «Questa decisione assume un significato ancora più rilevante per il nostro territorio. La vicenda della Piana degli Scrisi, così come quella di altri progetti che interessano aree agricole di pregio, impone una riflessione seria sul modello di sviluppo che vogliamo costruire. Come presidente di Coldiretti Vibo Valentia continuerò a sostenere che i terreni agricoli produttivi rappresentano una risorsa strategica non solo per gli agricoltori, ma per l’intera collettività. Difendere queste aree significa tutelare il paesaggio, l’economia rurale, la biodiversità, il lavoro delle imprese agricole e la capacità del nostro territorio di garantire produzioni di qualità».

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Aggiunge Porcelli: «Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Siamo contrari ad una loro localizzazione indiscriminata su suoli agricoli fertili quando esistono valide alternative. La vera sostenibilità consiste nel coniugare innovazione energetica e tutela del patrimonio agricolo, senza che una esigenza cancelli l’altra. La pronuncia della Corte Costituzionale ci incoraggia a proseguire con ancora maggiore determinazione questa battaglia, nella convinzione che difendere il suolo agricolo significhi difendere il futuro delle nuove generazioni e delle comunità rurali. Per questo continueremo a seguire con la massima attenzione anche la situazione della Piana degli Scrisi, affinché ogni scelta sia orientata alla salvaguardia del territorio, della produzione agricola e dell’interesse pubblico».