Mare inquinato a Bivona dal Sant’Anna? I prelievi di Goletta Verde effettuati il 27 giugno, prima del collettamento del depuratore Silica (10 luglio)
La storica campagna di Legambiente ha classificato le acque alla foce del fosso come “altamente inquinate” ben prima che lo stesso fosse “collegato” direttamente all’impianto di Porto Salvo. L’associazione: «Il sindaco Romeo improvvido e aggressivo. Non diamo patenti di balneabilità»
«Il sindaco è stato quantomeno improvvido. Da 40 anni Goletta Verde monitora la qualità delle acque di balneazione e da 20 anni lo fa con il supporto dei Circoli locali di Legambiente, sempre in un’ottica di collaborazione con le amministrazioni comunali “per”, a favore, e mai “contro”. Mi sarei quindi aspettato un atteggiamento meno precipitoso da parte sua e un maggior dialogo».
A parlare è Franco Saragò, non un attivista della domenica ma lo storico referente dell’organizzazione del cigno verde nel territorio vibonese, associazione finita nei giorni nel mirino del sindaco del capoluogo, Enzo Romeo, che non ha per nulla digerito la divulgazione dei dati relativi al monitoraggio effettuato alla foce del torrente Sant’Anna, a Bivona, classificata dall’annuale report come “altamente inquinata”.
Un verdetto che ha mandato su tutte le furie il primo cittadino, reduce da giorni di annunci sul collettamento del “lavorato” del depuratore Silica, vale a dire le acque nere trattate dall’impianto sito nell’omonima località che, prima dell’intervento che le intuba verso il depuratore di Portosalvo, finivano nel corso del Sant’Anna determinando - soprattutto quando la portata dei fanghi aumentava -, l’inquinamento del “mare dei vibonesi”.
«Non diamo patenti di balneabilità – sottolinea Saragò –, tantomeno esprimiamo giudizi sull’operato delle amministrazioni. Noi segnaliamo questioni, peraltro note da decenni, sempre in spirito di collaborazione e condivisione, allo scopo di superare insieme le criticità e, anzi, offrire agli enti coinvolti una sponda per richiedere interventi agli organismi superiori. Non mi aspettavo ringraziamenti da Romeo, ma nemmeno un atteggiamento così aggressivo che mi ha lasciato un po’ sorpreso».
Goletta Verde, allarme nel Vibonese: quattro punti su cinque fortemente inquinati tra Bivona, Briatico, Ricadi e JoppoloIn attesa che ora l’associazione trasmetta al Comune gli esiti delle analisi effettuate (come da richiesta formale inoltrata da Palazzo Razza – li confronterà con quelli più recenti effettuati in “autotutela”), Il Vibonese è in grado di anticipare alcuni dettagli inediti sulla vicenda. Il campionamento delle acque alla foce del Sant’Anna è avvenuto lo scorso sabato 27 giugno, intorno alle ore 11. I prelievi, effettuati, con tutte le cautele del caso per evitare contaminazioni, sono stati successivamente consegnati ad un laboratorio di analisi privato di Vibo Valentia, contrassegnati da un numero di serie e nessun esplicito riferimento al luogo del prelievo. Il tutto documentato con foto e video. «Il Sant’Anna quel giorno aveva ancora portata», ricorda Saragò, che ha partecipato personalmente alle operazioni, e «l’acqua del fiume si presentava putrida e maleodorante».
Svelato quindi uno dei principali nodi delle recriminazioni del sindaco Romeo: la data dei campionamenti. Se i dati di Goletta Verde sono stati divulgati solo lunedì 13 luglio, i campioni si riferiscono, come detto, al 27 giugno: ben prima della notizia dell’avvenuto collettamento del depuratore Silica che risale invece al 10 luglio, data di pubblicazione di un video-annuncio del sindaco sulla pagina Facebook del Comune.
Ma Legambiente doveva avvisare il Comune nell’immediatezza? «Non c’è obbligo di avviso da parte nostra - spiega Saragò, ricordando che il monitoraggio riguarda centinaia di punti solo in Calabria - e del resto è noto che da decenni noi attenzioniamo sempre i punti più critici che ormai sono ampiamente riconosciuti. Tra questi c’è il Sant’Anna, le cui condizioni non sono diverse, purtroppo, da altri corsi d’acqua in provincia di Vibo. Qualche anno fa, abbiamo presentato i risultati di un’attività di monitoraggio su 17 fiumare del Vibonese e da quei dati, in sinergia con le amministrazioni coinvolte e le istituzioni, sono scaturiti significativi interventi».
Concetti ribaditi anche da Legambiente Calabria che, commentando lo sfogo del sindaco, sui social ha chiarito: «Notiamo con dispiacere che dinnanzi ad una nostra segnalazione di criticità (non diamo assolutamente patenti di balneabilità) alla foce di un corso d'acqua, la reazione sia negare l'esistenza dei problemi. Legambiente agisce in un'ottica di confronto. Goletta Verde rileva criticità affinché siano trovate soluzioni nell'interesse dell’Ambiente e dei cittadini».