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29/07/2026 ore 17.00
Ambiente

«Mai così pulito»: la Pro Loco di Nicotera racconta la rinascita del mare e le battaglie vinte contro l'inquinamento

L'associazione ripercorre le inchieste, gli interventi istituzionali e il progetto di bioattivazione che, a suo avviso, hanno contribuito a restituire acque limpide nell'estate 2026. Ora l'obiettivo è proseguire con nuove azioni di tutela del litorale

di Redazione

Dopo anni segnati da inquinamento e fioriture algali, il mare di Nicotera torna al centro di un intervento della Pro Loco, che ripercorre le tappe del percorso che, secondo l'associazione, ha portato all'attuale miglioramento della qualità delle acque e rilancia le prossime sfide per la tutela del litorale.

«Finalmente nell’estate 2026 a Nicotera si riesce a godere di un mare pulito come non mai. Erano decenni – spiega il sodalizio – che a causa dell’inquinamento fognario e la fioritura algale, il turismo veniva compromesso. Le proteste di turisti e cittadini – ricorda il sodalizio - erano diventate una normalità». I danni all’economia furono pesanti, al punto da scoraggiare molti operatori turistici dall'investire nel rinnovamento e nel miglioramento dei propri stabilimenti e locali commerciali.

Ripercorrendo tutte queste vicende, con il coordinamento della Pro Loco, è stata predisposta una brochure che spiega la storia dell’inquinamento del mare e dei torrenti, fino a giungere alla completa risoluzione del problema. In un prossimo convegno entro settembre, verrà relazionato con le istituzioni ogni dettaglio dell’operazione “Mare Pulito”.

L’impegno della Pro loco nella lotta all’inquinamento

La Pro Loco di Nicotera, ha dato una significativa svolta lo scorso anno, dopo quattro anni di inchieste con video, dirette Facebook e articoli molto seguiti che hanno colpito al cuore il sistema della mala gestione degli impianti fognari da parte di una società siciliana.

«A seguito delle inchieste – afferma il presidente della Pro Loco, Antonio Leoanrdo Montuoro – è stato revocato l’incarico nel luglio 2024, dopo aver ripreso e documentato circa 18 punti di sversamento fognario lungo la condotta nel tratto di Nicotera, per poi proseguire verso il mega impianto di depurazione della Iam di Gioia Tauro. La Capitaneria di Porto e la Guardia Costiera sono intervenute facendo da supporto alle inchieste, obbligando con Ordinanze a ripristinare i punti della condotta che disperdevano i liquami, nonché obbligando ad interventi di ripristino e manutenzione sugli impianti elettrici vetusti e sulle pompe sommerse che si bloccavano troppo spesso per la mancata manutenzione al separatore di stracci posto a monte nell’ex depuratore».

Le inchieste

I risultati delle inchieste sono emersi già nell'estate dello scorso anno grazie alla vasta diffusione delle denunce e al sostegno del procuratore di Vibo Valentia, Camillo Falvo, «che ha creduto nella procedura di bioattivazione proposta dalla Pro Loco di Nicotera».

Il trattamento di bioattivazione è stato eseguito nel torrente San Giovanni, che sfocia sulla spiaggia di Nicotera Marina e per anni «ha trasportato in mare gli inquinanti responsabili della fioritura algale». L'intervento, sostenuto dal procuratore Camillo Falvo, è stato autorizzato dal Comune, dalla Capitaneria di Porto, dall'Arpacal e dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, con il supporto dei prodotti biologici forniti gratuitamente dalla Wet Stone Srl.

Precisa Montuoro: «La bioattivazione, per semplificare, è un processo di immissione di batteri ed enzimi positivi che distruggono enzimi e batteri negativi, insediandosi nei fondali e nelle sponde laterali favorendo la bioattivazione continua, anche dopo mesi e mesi dal trattamento, ricreando le condizioni ottimali per la ripresa della flora e della fauna. Lo stesso trattamento viene fatto da alcuni anni nel tratto finale del Fiume Mesima con ottimi risultati alla foce dove si riscontrano le acque limpide. Quel tratto oggi dichiarato “Riserva Naturale Regionale Foce del Fiume Mesima”. Un grande traguardo biologico, divenuto un importante crocevia per le rotte migratorie degli uccelli e offre ecosistemi unici tra dune e vegetazione palustre».

La bioattivazione

La bioattivazione effettuata nell'agosto 2025 nel torrente San Giovanni, favorita anche dalla filtrazione naturale e da due piogge estive, ha raggiunto il mare di Nicotera contribuendo a bonificare i fondali, eliminando gli inquinanti che alimentavano la fioritura algale.

Il trattamento è stato «effettuato dagli operatori di Calabria Verde, inviati dal dipartimento ambiente della Regione Calabria, i quali, assistiti dalla Pro Loco e dalla Wet Stone Srl, con grande dedizione e professionalità, hanno documentato i progressi della limpidezza delle acque e il ripristino biologico dei fondali, relazionando il tutto direttamente al Dipartimento ambiente regionale». Parole di ringraziamento sono state espresse anche all’indirizzo del Consorzio di bonifica.

Una battaglia vinta dalla Pro Loco di Nicotera grazie alla collaborazione tra istituzioni e alla volontà di porre fine a un problema che si trascinava da decenni. La prossima sfida sarà contrastare l'erosione costiera con la rimozione delle pietre accumulate sulla battigia e interventi di protezione del litorale.