La Regione boccia il mega-impianto fotovoltaico da 45 milioni di euro tra Pizzo e Maierato: «Istanza archiviata»
Doveva sorgere sulla Piana degli Scrisi dove si coltiva il grano Rosìa (protetto) e sarebbe stato grande come 110 campi di calcio. L’opposizione dei contadini contro il colosso energetico ha avuto l’esito sperato già nella fase istruttoria. Il presidente Griffo: «La nostra battaglia sempre a difesa del territorio»
«Improcedibilità dell’istanza, chiusura e archiviazione del procedimento, a causa della persistente incompletezza di documentazione in carico al proponente». Se non è una pietra tombale poco ci manca. Ad apporla è il Dipartimento per la Sostenibilità ambientale Settore valutazioni e autorizzazioni ambientali della Regione Calabria.
L’oggetto della netta valutazione è la vexata quaestio dell’impianto agrivoltaico Pizzo-Vinci, immaginato nel cuore della Piana degli Scrisi, tra Pizzo e Maierato con opere accessorie a Filogaso e Sant’Onofrio. Una vicenda di cui Il Vibonese si è a lungo occupato nel corso dell’estate e che rimanda al progetto da 45 milioni di euro presentato dalla Fri-el Spa, colosso energetico con sede legale a Roma, promotrice del mega-impianto dalla potenza nominale di 45 MW, composto da 61.608 moduli fotovoltaici in silicio e da un sistema di accumulo a batterie da 15 MW, in grado di generare 79,4 milioni di KWh l’anno. Il tutto esteso su una superficie di oltre 73 ettari di terreno (pari a più di 110 campi da calcio) in un territorio ad alta vocazione agricola, culla del grano Rosìa, il cui seme è stato inserito dal ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione.
La prospettiva aveva ingenerato un ampio dibattito e una vera e propria levata di scudi da parte di associazioni ed enti che avevano a più riprese rimarcato, oltre al valore agricolo dell’area, anche quello storico-archeologico, ambientale, turistico e sociale, rapportando all’impatto negativo che un simile progetto avrebbe innescato. Una partecipata assemblea pubblica, tenutasi a Maierato il 24 luglio scorso su iniziativa dell’Associazione contadini di Maierato (motore e anima dell’opposizione al progetto), aveva sancito la volontà unanime di presentare osservazioni motivate nonché una richiesta da parte della stessa Acm e delle organizzazioni agricole di essere ricevuti dai Dipartimenti regionali interessati e dalle rispettive articolazioni politiche.
Fotovoltaico agli Scrisi di Maierato, i contadini chiamano a raccolta istituzioni e associazioni contro la “cancellazione” dei campi del grano RosìaProprio quella richiesta, reiterata nei giorni scorsi dall’Acm, è stata riscontrata nelle ultime ore attraverso una comunicazione inviata al presidente del sodalizio, Vincenzo Griffo. In sostanza, la richiesta di audizione viene ritenuta superata dalla sopraggiunta dichiarazione d’improcedibilità del progetto, già nella sua fase preliminare di verifica documentale.
Il dipartimento, scrivendo anche a Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri e, per conoscenza, al presidente Occhiuto, precisa che, dalle osservazioni formulate, sono «pervenuti profili di rilevante interesse connessi alla vocazione agricola e produttiva della Piana degli Scrisi, alla tutela della biodiversità agroalimentare, alla presenza di produzioni agricole di qualità, al consumo del suolo agricolo e agli indirizzi di pianificazione territoriale e locale». Tutti «regolarmente acquisiti agli atti del procedimento» ma, di fatto, neppure esaminati nel merito vista la carenza istruttoria di base.
Fotovoltaico nella Piana degli Scrisi, 213 agricoltori a rischio esproprio. Il No della Cia: «Governo e Regione salvino il granaio del Vibonese»«Successivamente alla presentazione delle osservazioni e nelle more dello svolgimento delle verifiche istruttorie di competenza» si legge non a caso, «il procedimento di rilascio del provvedimento autorizzatorio unico regionale è stato definito con dichiarazione di improcedibilità dell’istanza, chiusura e archiviazione del procedimento, a causa della persistente incompletezza di documentazione in carico al proponente e del mancato superamento delle carenze istruttorie rilevate sia nell’ambito della procedura di valutazione ambientale sia nell’ambito delle verifiche di competenza degli ulteriori uffici regionali coinvolti. In seguito a tale dichiarazione, il procedimento non è pertanto proseguito alle successive fasi valutative e decisorie con conseguente venir meno della necessità di procedere all’esame di merito delle osservazioni».
Resta fermo che «qualora il proponente dovesse in futuro ripresentare una nuova istanza avente ad oggetto il medesimo intervento o un progetto sostanzialmente analogo, le osservazioni potranno essere nuovamente richiamate e valutate nell’ambito del nuovo procedimento, fermo restando la facoltà di codeste organizzazioni di integrare, aggiornare o riproporre i propri contributi».
I contadini di Maierato non sono soli, sala stracolma per l’assemblea contro il mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli ScrisiViva soddisfazione per la determinazione della Regione Calabria è stata espressa dal presidente dell’Acm Vincenzo Griffo, sentito da Il Vibonese. «La nostra - ha dichiarato - è stata sempre una battaglia a favore del territorio e della nostra agricoltura e mai contro le fonti rinnovabili, ma non potevamo consentire che una simile violenza venisse perpetrata ai danni della nostra storia, delle nostre tradizioni e del nostro prezioso grano Rosìa. Per questo abbiano da subito alzato un muro e oggi siamo soddisfatti che la Regione abbia archiviato il progetto. Ringraziamo dunque gli uffici regionali per la serietà con cui hanno gestito la pratica e tutte le organizzazioni e i cittadini che si sono schierati al nostro fianco per dire “No” all’impianto. Ringraziamo anche i Comuni di Maierato, Pizzo e Filogaso che hanno deliberato atti di opposizione al progetto, sostenendo la nostra battaglia. Resteremo vigili nel caso in cui questa società o altre decidessero di riproporre progetti simili nella Piana degli Scrisi, sempre e solo nell’interesse dei nostri contadini e del nostro territorio» ha concluso.