I contadini di Maierato non sono soli, sala stracolma per l’assemblea contro il mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli Scrisi
A decine, in rappresentanza di associazioni, enti, movimenti e partiti politici, hanno risposto all’appello dell’Acm ribadendo un secco “No” al progetto da 61mila pannelli tra i campi del grano Rosìa. Anche il Comune di Pizzo si opporrà
Non è rimasto inascoltato l’appello dei contadini di Maierato a difesa della Piana degli Scrisi, culla del pregiato e antico grano Rosìa, contro il mega-progetto di un impianto fotovoltaico da 73 ettari da realizzarsi in località Vinci-Perrone, nel territorio del comune di Pizzo, proprio a ridosso del fertile pianoro sul quale da secoli si tramandano attività agricole di pregio.
Un mega-impianto fotovoltaico da 61mila pannelli e 45 milioni di euro minaccia i campi del grano Rosìa (tutelato), i contadini di Maierato pronti alla rivoltaTantissimi cittadini, amministratori locali, rappresentanti di associazioni di categoria, movimenti e partiti politici, si sono presentati, nella giornata di ieri, nel Centro di aggregazione sociale dove ha preso vita una lunga e argomentata assemblea che ha respinto a chiare lettere il piano che la Friel-Spa ha presentato alla Regione Calabria. Un progetto che punta all’installazione di oltre 61mila pannelli fotovoltaici, per una potenza di 45 MW, affiancati da un impianto di accumulo da 15 MW, su terreni agricoli di proprietà degli eredi De Riso, storicamente in locazione agli agricoltori della zona.
L’opposizione al progetto - guidata dall’Associazione contadini di Maierato presieduta da Vincenzo Griffo - ha così incassato una lunga serie di attestati di sostegno e di solidarietà, che ha evidenziato l’impatto negativo non solo dal punto dell’economia agricola ma anche della sostenibilità idrogeologica, ambientale, storico-archeologica, turistica e sociale.
Fotovoltaico agli Scrisi, Paolillo (Wwf): «Solare sì, ma non qui. Salviamo i campi del grano Rosìa rifugio di falchi, cicogne e gruccioni»Significativa e molto attesa la posizione dei Comuni interessati dal progetto, quello di Pizzo in particolare. Presente con una folta delegazione composta da esponenti di maggioranza e opposizione, l’amministrazione comunale pizzitana ha espresso per voce del sindaco Sergio Pititto la ferma contrarietà al progetto e annunciato un Ordine del giorno per il Consiglio comunale del prossimo 31 luglio, che sarà anticipato da una delibera di Giunta, nonché la presentazione di osservazioni formali. Lo stesso ha fatto nei giorni scorsi il Comune di Maierato, primo a deliberare a favore della lotta degli agricoltori, e la medesima iniziativa sarà assunta anche dall’amministrazione di Filogaso, nel cui territorio dovrebbe sorgere la stazione elettrica di raccordo con la rete nazionale.
Una buona notizia per i contadini, quella del sostegno delle amministrazioni comunali che hanno già investito della questione l’avvocato Maurizio Fernando Teti, presente anch’egli all’assemblea nel corso della quale ha spiegato nel dettaglio i passaggi previsti dall’iter di approvazione. «Siamo in una prima fase di verifica della completezza documentale - ha chiarito il legale esperto in materia ambientale -. Gli enti, i soggetti interessati e anche i semplici cittadini possono valutare la documentazione progettuale e, se ritengono che vi siano delle carenze, possono evidenziarle. A quel punto la Regione potrà chiedere delle integrazioni al proponente. Successivamente si aprirà la fase delle osservazioni tecniche e tutti i soggetti interessati potranno presentare le proprie, entrando nel merito del progetto. Chiusa quest'ulteriore fase, la Regione si determinerà e indirà una Conferenza dei servizi per decidere sulla concessione del provvedimento autorizzatorio unico regionale oppure sul rigetto e sul diniego dello stesso».
Fotovoltaico sugli Scrisi, arriva il primo “No” istituzionale: il Comune di Maierato delibera un parere «nettamente negativo»Foltissimo (almeno trenta) il numero degli interventi, coordinati da chi scrive e dal rappresentante del Forum delle Famiglie Onofrio Casuscelli, affiancati al tavolo proprio dal presidente Griffo che, in apertura, ha rilanciato la lotta a difesa delle terre e dato appuntamento ad ulteriori iniziative.
«Ognuno farà la sua parte - ha detto Griffo - e poi tutti insieme concorreremo a risolvere il problema. E dico a risolverlo e non cercare di risolverlo volutamente, perché sono ottimista sull’esito di questa battaglia. La partecipazione di oggi, la qualità degli interventi e gli argomenti che sono sul tavolo mi aiutano ad avere ancora più fiducia».
Quindi, dopo l’intervento dell’assessore comunale di Maierato, Stefania Vallone, che ha ribadito un secco no a «un progetto che porterebbe soltanto deturpazione del nostro meraviglioso paesaggio e, soprattutto, del lavoro e della fatica di generazioni di agricoltori che nel corso di questi anni lo hanno custodito», al microfono si sono alternati Riccardo Colistra per Federcaccia, Fabio Petrillo dell’Arsac, Antonio Montesanti per Archeoclub Calabria, Pino Paolillo per il Wwf, Franco Labella per l’Ordine degli Agronomi Forestali, Salvatore Borruto per la Cia Calabria Sud, Ercole Massara per Confagricoltura e Club Unesco, Giuseppe Porcelli per Coldiretti Vibo Valentia e Distretto del Cibo del territorio rurale vibonese, l’imprenditore Pippo Callipo, («Se necessario impediremo fisicamente la costruzione di un impianto che non porta alcun beneficio al territorio, anzi lo deturpa» ha detto in un applaudito intervento), Antonino Cugliari in rappresentanza di Cna e Camera di Commercio, il sindaco di Francavilla Angitola Giuseppe Pizzonia, il presidente del Gal Terre vibonesi Vitaliano Papillo, Damiano Silipo per Kalabria Trekking, Alessandro Caruso Frezza per Italia Nostra, Daniela Primerano per l’Osservatorio civico Città attiva, Valentino Santagati per Terra e Libertà, Oreste Montebello per il Movimento controvento (questi ultimi due hanno dato appuntamento per la mattina del 2 agosto al Lago Acero, per un’iniziativa contro un nuovo progetto eolico che interessa San Vito sullo Jonio e altri comuni delle Serre), Nino Distilo per ConfConsumatori, Pino Commodari di Potere al popolo, Angelo Calzone per il Pd di Vibo Valentia. A questi si è aggiunta la presenza di ulteriori associazioni come Slow Food Vibo Valentia con la presidente Giuseppina Anastasi.
Contrarietà al consumo selvaggio del suolo e necessità di indirizzare la transizione energetica verso una transizione che sia ecologica, rispettosa dell’ambiente e delle prerogative dei territori. Salvaguardia delle produzioni di qualità, del lavoro agricolo e della cultura contadina, ma anche difesa della biodiversità, di fauna e avifauna, dei siti d’interesse ambientale che insistono a poca distanza, come l’area umida dell’Angitola, meta privilegiata sulle rotte migratorie. Tutela del territorio dal punto di vista storico, archeologico e paesaggistico. Rischi idrogeologici connessi all’ampiezza di un impianto immaginato non lontano dall’imponente frana di Maierato del 2010. Ma anche rifiuto di logiche neo-coloniali che, com’è stato evidenziato, depredano «territori considerati marginali, dove la popolazione appare rassegnata». Sì alle rinnovabili, quale processo ineludibile di progresso energetico, purchè queste siano collocate entro aree idonee (oggi ancora non individuate dalla legislazione regionale) sulla base di criteri di compatibilità territoriale e sostenibilità. Questo e molto altro nelle considerazioni che si sono susseguite con ritmo incalzante nel corso di una discussione nella quale non è passata inosservata l’assenza di rappresentanti della politica regionale, nonostante gli inviti via Pec recapitati al Dipartimento Agricoltura, al Dipartimento Ambiente e al consigliere regionale Vito Pitaro.
Fotovoltaico nella Piana degli Scrisi, 213 agricoltori a rischio esproprio. Il No della Cia: «Governo e Regione salvino il granaio del Vibonese»Dal canto suo, Casuscelli, a nome del Forum delle famiglie, portando i saluti del presidente nazionale Adriano Bordignon, ha rimarcato «l'importanza della valorizzazione ambientale e la tutela dei parchi naturali locali come chiave economica per mantenere la presenza umana sul territorio contribuendo ad invertire i dati relativi allo spopolamento».
«Unanime è stato l'impegno preso a vario titolo - hanno commentato in conclusione i promotori - a produrre deliberati e osservazioni da inoltrare agli enti preposti. Agli impegni presi dovranno ora seguire i fatti, nel rispetto dei tempi e delle scadenze burocratiche. L’Acm continuerà la sua azione di sensibilizzazione e coinvolgimento sociale, organizzando altri momenti d’incontro e condivisione».
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