Giornata del mare, l’appello da Tropea: «Difendiamolo insieme, servono azioni concrete e una rete comune»
La presidente dell’Associazione Mare Pulito “Bruno Giordano” durante un evento ribadisce il ruolo centrale dell’ecosistema marino nello sviluppo economico e culturale del territorio
In occasione della Giornata del Mare e della cultura marinara, celebrata anche quest’anno il 10 aprile a Tropea, si rinnova l’impegno verso la tutela degli ecosistemi marini, la salvaguardia della biodiversità e la valorizzazione del mare come patrimonio identitario e leva strategica per lo sviluppo sostenibile.
Istituita nel 2017, la ricorrenza rappresenta un momento di riflessione e sensibilizzazione su temi sempre più centrali nel dibattito pubblico, in un contesto in cui ambiente, economia e società risultano strettamente interconnessi.
In tale quadro si inserisce l’attenzione di Francesca Mirabelli, presidente dell’associazione Mare Pulito “Bruno Giordano”, che ribadisce il ruolo centrale del mare nello sviluppo economico e culturale del territorio, con particolare riferimento alla vocazione naturale della Calabria quale piattaforma strategica nel cuore del Mediterraneo.
«La Calabria, per la sua posizione geografica e per la storica funzione di cerniera tra territori e culture, si configura infatti come un hub naturale della Blue Economy, capace di coniugare portualità, turismo, logistica, ricerca e valorizzazione delle filiere produttive legate al mare. In questa prospettiva, la Giornata del Mare assume un significato ancora più rilevante, diventando occasione per rafforzare politiche integrate di sostenibilità, innovazione e crescita. Il tema del mare, declinato nelle sue diverse dimensioni – sicurezza, tutela ambientale e sviluppo economico – è oggi al centro del dibattito pubblico, come volano di sviluppo ecosostenibile, e richiede un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e cittadini. In questo contesto allora “Difendiamo insieme il nostro mare” sarà il nostro slogan. “Difendere il mare” è uno dei termini chiave più utilizzati – sottolinea la Dott.ssa Mirabelli – lo pronunciano i giovani, lo pronunciano i politici e lo pronunciano gli influencer. Se ne parla quando appaiono sui media le immagini drammatiche degli animali marini messi in pericolo dai rifiuti in plastica, o quelle delle isole di bottiglie e altri materiali che galleggiano nel nostro mare, deturpando l’ambiente. Ora è arrivato il momento di fare qualcosa di concreto, dalle proposte ed idee passare ai fatti e costruire una rete comune per la salvaguardia degli ecosistemi marini. Si tratta di una sfida globale: curare il mare, liberarlo dai rifiuti e tutelarlo. “Il mare è tuo, non sporcarlo” è l’appello che rivolgo alla società civile e, in particolare, alle giovani generazioni, affinché diventino protagoniste di una nuova cultura della responsabilità e della salvaguardia del patrimonio marino, elemento fondante dell’identità e del futuro del nostro Paese».