Fotovoltaico agli Scrisi, la Friel-Spa scrive a Comuni e Regione: «Tuteleremo le colture». La replica della Cittadella: «Precisazione irrilevante»
La nota del proponente dopo «le notizie divulgate a mezzo stampa» difende la caratteristica “agrivoltaica” del progetto. Dopo quella di Maierato arrivano le delibere di diniego di Pizzo e Filogaso. Non pervenuta Sant’Onofrio
Prova a mette le mani avanti - ancora prima dell’apertura della fase delle osservazioni di merito - la Friel-Spa, società con sede a Roma che propone la realizzazione dell’impianto fotovoltaico da 45 MW Pizzo-Vinci, in località Vinci-Perrone, nel comune di Pizzo Calabro, ricadente sulla più vasta Piana degli Scrisi, territorio fortemente vocato alle produzioni agricole di pregio.
Lo fa, dichiaratamente a seguito delle notizie divulgate a mezzo stampa (Il Vibonese e LaC News24 sono state le prime testate ad occuparsi del caso), in una comunicazione inviata ai Comuni di Pizzo, Maierato, Filogaso e Sant’Onofrio e, per conoscenza, al Dipartimento Ambiente della Regione Calabria.
«Tra i maggiori operatori italiani in ambito di energie rinnovabili ed operante nel settore da oltre 20 anni con più di 1 GW di potenza installata», Friel rivendica una «comprovata e consolidata esperienza in ambito di sviluppo, costruzione e gestione di impianti di questa tipologia». Si tratta, viene precisato, di un «impianto c.d. “agrivoltaico”, nel rispetto delle definizioni e prescrizioni di cui all’Art. 4 comma 1 lett. f-bis, del D. Lgs. n. 190/2024 e delle Linee Guida in materia di Impianti Agrivoltaici di giugno 2022 del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica».
I contadini di Maierato non sono soli, sala stracolma per l’assemblea contro il mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli Scrisi«Mantenimento della vocazione agricola»
Per la società «è opportuno chiarire che questa tipologia di impianto permetterà, in virtù delle ampie altezze ed interdistanze previste, di preservare la continuità delle attività colturali e garantirà il mantenimento della vocazione agricola delle aree interessate. Il Piano agronomico - prosegue la nota - soggetto ad autorizzazione regionale, è stato pensato ed elaborato da un esperto agronomo con lo scopo di garantire il massimo rispetto di quanto prescritto dalla normativa di settore, consentendo di preservare, lo ribadiamo, la continuità delle attività colturali e garantirà il mantenimento della vocazione agricola delle aree interessate».
La società dunque, già in questo passaggio, sembra smentire quanto si legge nella documentazione precedentemente depositata in Regione, nel passaggio che testualmente recita: «la componente principale è quella energetica, mentre quella agricola ne rappresenta la parte secondaria», «intesa come complementare alla presenza delle strutture/pannelli; per cui la coltivazione agricola sviluppabile potrà essere solamente quella che non interferisce con il buon funzionamento dell'impianto fotovoltaico, né si potrà pretendere che la resa produttiva sia quella di un campo "solo agricolo"».
Mega-impianto fotovoltaico sulla Piana degli Scrisi, l’Associazione contadini di Maierato programma le prossime mosseNeppure nella nota, così come del resto nemmeno nelle relazioni allegate al progetto, la società fa alcun cenno alle coltivazioni di grano Rosìa per le quali si caratterizza l’area d’intervento. Il pregiato cereale antico, iscritto al Registro della biodiversità regionale e inserito dal ministero dell’Agricoltura tra le varietà italiane da conservazione, è a, ben vedere, l’architrave sulla quale anche gli agricoltori di Maierato hanno poggiato la loro opposizione all’installazione degli oltre 61mila pannelli previsti. Ma la Friel sembra disconoscerne l’esistenza.
Ricorda invece che «la costruzione dell’impianto, permetterà, la valorizzazione della manodopera locale sia in fase di costruzione che in fase di esercizio» e si citano «misure di riequilibrio e miglioramento ambientale, attraverso la corresponsione delle c.d. “compensazioni territoriali ovvero ambientali”, da definirsi in sede di conferenza dei servizi».
La replica della Regione
La nota è stata già riscontrata dalla Regione Calabria, che nella risposta rappresenta che «il procedimento è attualmente nella fase di verifica preliminare della completezza documentale, nell’ambito della quale l’attività dell’autorità competente e delle amministrazioni coinvolte è esclusivamente finalizzata all’accertamento della completezza e della regolarità della documentazione. Ne consegue che le considerazioni della Friel-Spa - scrive l’ufficio del Procedimento autorizzativo -, riguardando profili inerenti alle caratteristiche dell’intervento, agli aspetti agronomici, ambientali, economici e alle ricadute sul territorio, attengono a valutazioni di merito proprie delle successive fasi procedimentali e, allo stato, non sono suscettibili di produrre effetti o di incidere sull’attività istruttoria in corso, né assumono rilevanza ai fini della verifica di completezza documentale».
Un mega-impianto fotovoltaico da 61mila pannelli e 45 milioni di euro minaccia i campi del grano Rosìa (tutelato), i contadini di Maierato pronti alla rivoltaQuindi si deduce che la nota viene sostanzialmente giudicata fuori contesto rispetto alla procedura attualmente in corso, e come tale rubricata negli atti. Atti che al 31 luglio, data ultima di presentazione, annoverano anche le comunicazioni dei comuni di Pizzo, Maierato e Filogaso, relative alla completezza documentale del progetto, che la Regione dovrà vagliare al fine di richiedere eventuali integrazioni al proponente.
Dal Consiglio comunale di Pizzo “No” all’unanimità
Nel frattempo il Consiglio comunale di Pizzo, nel corso di una partecipata seduta alla quale ha preso parte anche una delegazione dell’Associazione contadini di Maierato, ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di “diniego e opposizione alla realizzazione dell’impianto” sulla scorta di una precedente delibera della giunta guidata da Sergio Pititto, risalente al 27 luglio, nella quale si legge che «l’amministrazione comunale, al fine di salvaguardare l’integrità ambientale e la vocazione agricola dell’area, i tratti storico-identitari del territorio e le prospettive di sviluppo socio-economico della comunità, intende manifestare la propria contrarietà al rilascio del Paur, invocando il diniego alla realizzazione dell’impianto per manifesta inidoneità dell’area individuata ed evidente incompatibilità della stessa per la presenza di elementi ambientali, paesaggistici ed agricoli di elevato valore». L’atto, da intendersi quale «preliminare risposta ufficiale», oltre a ribadire «diniego ed opposizione motivata, netta ed inequivocabile» alla realizzazione del progetto, incarica l’avvocato Maurizio Fernando Teti, esperto di materie ambientali, di «rappresentare l’ente in seno alla conferenza dei servizi e di motivare, in seno alla stessa e in ogni altra sede, la contrarietà dell’amministrazione».
Un analogo provvedimento è stato adottato il 31 luglio scorso anche dalla giunta di Filogaso, presieduta dal sindaco Massimo Trimmeliti, replicando a grandi linee lo schema di Maierato e Pizzo. Nessuna iniziativa si è ancora registrata dal quarto Comune coinvolto, quello di Sant’Onofrio, sindaco Nino Pezzo, nel cui territorio ricadranno opere complementari con i relativi espropri a carico dei residenti.
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