Da randagi a cani di quartiere, Serra San Bruno avvia una campagna di sterilizzazione in collaborazione con l’Asp di Vibo
Il sindaco Alfredo Barillari spiega che gli animali recuperati saranno sottoposti a controlli sanitari, microchippati e poi reimmessi sul territorio: «Era un nostro impegno, continueremo»
Il Comune di Serra San Bruno punta sulla sterilizzazione dei cani randagi per contenere il fenomeno sul territorio e ridurre, nel lungo periodo, il ricorso ai canili. La campagna è stata avviata dall’amministrazione guidata dal sindaco Alfredo Barillari, che ne ha illustrato funzionamento e obiettivi attraverso un reel pubblicato sui social.
«Siamo fra i primi Comuni in Calabria a iniziare questa campagna di sterilizzazione», ha spiegato il primo cittadino, indicando nell’intervento sulle nascite la strada scelta dall’amministrazione per affrontare il problema. «Per il randagismo crediamo che sia l’unica soluzione, perché innanzitutto questi nostri cari amici non saranno obbligati a stare in un canile per sempre. Quando sono abbastanza grandi è difficile anche farli adottare».
Un ruolo importante, sottolinea Barillari, sarà svolto anche dai volontari presenti sul territorio di Serra San Bruno, che già si occupano quotidianamente degli animali senza padrone.
Come funzionerà la campagna
Il percorso previsto parte dal recupero dei cani sul territorio comunale. «I cani saranno sterilizzati. Una convenzione ci permetterà di dare loro un’osservazione sanitaria, l’Asp provvederà a sterilizzarli e dopo verranno reimmessi sul nostro territorio», ha spiegato il sindaco.
Gli animali potranno così diventare a tutti gli effetti cani di quartiere, continuando a vivere nelle zone in cui sono stati rinvenuti e rimanendo nel frattempo disponibili per eventuali adozioni. «Proveremo anche chiaramente a farli adottare», precisa Barillari.
Secondo quanto illustrato dal primo cittadino, gli esemplari reimmessi sul territorio saranno sottoposti alle verifiche sanitarie dell’Asp e identificati in modo da renderli immediatamente riconoscibili. «Questi amici a quattro zampe che sono sul territorio comunale sterilizzati non sono mordaci perché c’è una certificazione dell’Asp che lo attesta», afferma Barillari.
Microchip e collare identificativo
Ogni cane coinvolto nella campagna sarà inoltre microchippato a nome del Comune di Serra San Bruno e dotato di un collare identificativo. «Hanno un collare che noi del Comune abbiamo fatto loro indossare proprio per essere riconoscibili, sono microchippati con il Comune di Serra e quindi questo significa tutelare i nostri amici a quattro zampe».
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è intervenire alla radice sulla crescita della popolazione randagia, evitando nuove cucciolate e cercando così di ridurre progressivamente il fenomeno. «Nel lungo periodo, con la sterilizzazione, chiaramente non provvederanno a moltiplicarsi – conclude il sindaco –. Abbiamo iniziato, continueremo con questa campagna: era un nostro impegno».