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16/04/2026 ore 12.37
Ambiente

Allarme Caravella portoghese (anche) sulle coste vibonesi, Paolillo: «Uno degli animali marini più pericolosi»

Avvistamenti in aumento in tutto il golfo di Sant’Eufemia: «Sembra un palloncino ma nasconde tentacoli urticanti lunghi 10 metri. Le tossine restano attive anche dopo che si è spiaggiata, mai toccarla»

di Redazione

Sulla battigia può sembrare un innocuo oggetto sospinto dal mare, «un palloncino ovale trasparente dai riflessi bluastri», ma «in realtà si tratta di uno degli animali marini più pericolosi». È l’avvertimento del naturalista del Wwf vibo, Pino Paolillo, che richiama l’attenzione sulla presenza sempre più frequente della caravella portoghese lungo le coste calabresi.

«Il nome volgare è “caravella portoghese”, quello scientifico physalia physalis», spiega Paolillo, chiarendo come «appartenga a un gruppo di animali, quello dei celenterati che comprende le più note meduse». Ma ciò che la rende particolare è la sua natura: «Non si tratta di un singolo individuo ma di un organismo coloniale con individui specializzati in diverse funzioni», dalla digestione alla difesa, fino alla riproduzione.

La sua struttura è inconfondibile: «Una specie di vescica o sacco galleggiante di colore blu (la cosiddetta pneumatofora) che viene spinta dalle correnti», sotto la quale «si estendono numerosi tentacoli che possono raggiungere anche i 10 metri». Ed è proprio qui che si nasconde il pericolo per chi frequenta il mare.

«Questi lunghi tentacoli pescatori sono dotati di milioni di cellule urticanti», sottolinea il naturalista, «che a contatto con la pelle rilasciano una tossina che agisce sul sistema nervoso e cardiocircolatorio». Le conseguenze possono essere serie: «Forte dolore, febbre, ipotensione, nausea fino ad arrivare, in casi per fortuna molto rari, al coma e alla morte».

Il rischio non scompare nemmeno quando l’animale è apparentemente inoffensivo. «Le cellule urticanti rimangono attive anche per ore o giorni dopo la morte», precisa Paolillo, «rilasciando il veleno se vengono toccate». Da qui la raccomandazione: «Astenersi da qualsiasi contatto con l’animale, anche se spiaggiato».

Specie tipica «delle acque calde e temperate di tutti gli oceani», la caravella portoghese è ormai una presenza sempre più segnalata anche nel mediterraneo. «Nel giro di poco più di un mese sono diverse le segnalazioni che giungono dal Golfo di Sant’Eufemia», evidenzia Paolillo, ricordando «quella del litorale lametino dello scorso 20 febbraio, quella della Marinella di Pizzo del 3 marzo, fino all’ultimo rinvenimento sulla spiaggia di Bivona del 29 marzo».