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05/04/2026 ore 11.00
Ambiente

Albero secolare danneggiato, a Pizzo cittadini e amministrazione in piazza: «Ferita l’intera comunità»

Il sindaco Pititto ha annunciato l’indizione di un Consiglio comunale aperto. Per i partecipanti, la vicenda dell’araucaria sfregiato non è semplicemente una questione ambientale quanto piuttosto una sfida alla legalità

di Redazione

Si è svolta nella giornata di ieri la manifestazione pubblica promossa da Italia Nostra, sezione di Vibo Valentia. La manifestazione, spiega Italia nostra-sezione Vibo, «era stata indetta per dare la possibilità ai cittadini di esprimersi, ciò a seguito del grave danneggiamento dell’araucaria secolare, che svettava sul centro storico, e della distruzione totale del suo valore paesaggistico e monumentale, eventi accaduti alle prime ore della mattina del 30 marzo scorso».

La manifestazione a Pizzo

E così circa 250 cittadini si sono presentati, all’orario fissato, dinanzi al monumento in onore di Umberto I per testimoniare, con la loro presenza o con i loro interventi, il loro sdegno e la loro riprovazione. Altri hanno seguito in diretta web. Altri ancora dai tavolini dei bar. Dopo un breve incipit della signora Carla Rita Marino, ideatrice del manifesto “In memoria di un albero” ed organizzatrice di una raccolta di disegni realizzati dai bambini della scuola primaria di Pizzo nonché da alcuni bambini stranieri, i cui genitori hanno acquistato casa a Pizzo, ha subito preso la parola Italia Nostra, tramite il presidente f.f. della sezione di Vibo Valentia, Alessandro Caruso Frezza.

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In particolare, prosegue il comunicato, «Italia Nostra ha subito messo in evidenza come l’albero, a prescindere o meno dalla dichiarazione della sua monumentalità, fosse già sotto tutela paesaggistica, fin dal 1972, essendo stato dichiarato l’intero Centro Storico di Pizzo, compresa l’araucaria, di notevole interesse paesaggistico, sicché nessun intervento poteva essere fatto senza preventiva autorizzazione della Soprintendenza e della Provincia di Vibo Valentia e senza la stessa autorizzazione preventiva del Comune, che, però, non ci sono state. Stigmatizzata fortemente anche la pretestuosa posizione dell’avvocato del soggetto che ha proceduto al danneggiamento, il quale sia dopo l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Forestale, del 16 marzo scorso, sia dopo il danneggiamento provocato, ha continuato ad insistere circa le legittimità di quanto fatto: monumentale o non monumentale, l’intervento rimaneva non realizzabile perché privo di autorizzazione paesaggistica e perché causativo di danno ambientale».

Numerosissimi gli interventi dal pubblico: Franz Chiaravalloti, Luciano Mille, Giulio Caridà, Francesco Caridà, Roberto Ceravolo, Pino Paolillo, Roberto Gullo, Domenico Aiello, Stefania Calzapietra, Maristella Costa. Il sindaco, Sergio Pititto, in rappresentanza di tutta l’Amministrazione comunale, ha tuonato «contro l’offesa cagionata all’intera città e alla dignità di ogni suo cittadino, preannunciando una puntuale ricostruzione dell’accaduto, per ogni più efficace coinvolgimento dell’Autorità giudiziaria, nonché l’indizione a breve di un Consiglio comunale aperto». Tutti concordi che si sia trattato, quindi, non di una “semplice questione ambientale” ma di una vera e propria sfida alla legalità, alla quale però la città di Pizzo ha iniziato a dimostrare di non voler prestare acquiescenza. Piena soddisfazione, dunque, per questo primo inizio di mobilitazione civica, cui seguiranno presto altre iniziative.