A Capo Vaticano il mare diventa scuola di natura per bambini e turisti: Legambiente racconta le tartarughe e libera “Alessia”
Il Circolo di Ricadi ha promosso una giornata di educazione ambientale nell’ambito del progetto Life Turtalnest. Coinvolti bambini, famiglie, Guardia costiera, Comune e Centro recupero M.A.R.E. di Montepaone
Non solo una giornata di sensibilizzazione, ma un pomeriggio in cui la spiaggia di Capo Vaticano si è trasformata in un’aula a cielo aperto dedicata alle tartarughe marine, tra laboratori, giochi, curiosità e un momento che ha emozionato bagnanti e volontari: il ritorno in mare di Alessia, una giovane tartaruga marina recuperata in difficoltà al largo della costa ricadese.
L’iniziativa, dal titolo "Tarta Beach Tour", è stata organizzata dal Circolo Legambiente Ricadi nell’ambito del progetto Life Turtalnest e ha coinvolto turisti, famiglie e bambini in un percorso dedicato alla conoscenza delle tartarughe marine, alla tutela dei nidi e alla salvaguardia degli ecosistemi costieri. Un tema che nel territorio di Ricadi assume un significato particolare, perché negli ultimi anni l’attività dei volontari ha portato alla scoperta e alla messa in sicurezza di diversi nidi in un’area fortemente frequentata e segnata dalla pressione turistica.
Il lavoro di monitoraggio delle spiagge, spiegano da Legambiente, ha permesso di far emergere una realtà fino a poco tempo fa poco conosciuta: anche lungo il tratto costiero di Capo Vaticano le tartarughe marine trovano spazi vitali per la nidificazione. Da qui la necessità di coinvolgere residenti, operatori turistici e visitatori, perché la protezione dei nidi e dei piccoli che devono raggiungere il mare passa anche da comportamenti corretti e da una maggiore consapevolezza.
Laboratori e giochi sulla spiaggia simbolo del turismo calabrese
Nel corso del pomeriggio, il gazebo di Legambiente è stato preso d’assalto da bambini e famiglie. Attraverso attività didattiche, curiosità e momenti di educazione ambientale, i volontari hanno raccontato la ricchezza degli ecosistemi marini e le azioni concrete che ciascuno può mettere in campo per proteggere il territorio.
All’iniziativa hanno preso parte, insieme ai volontari del circolo, il comandante dell’Ufficio locale marittimo della Guardia costiera di Tropea, Giuseppe Durante, l’assessore all’ambiente del Comune di Ricadi, Domenico Tomaselli, e la biologa Stefania Giglio del Centro recupero animali marini di Montepaone.
Il confronto ha permesso di approfondire il ruolo delle istituzioni, dei centri specializzati e dei cittadini nella difesa del mare. Durante si è soffermato sull’attività della Guardia costiera a tutela della biodiversità e sull’importanza della collaborazione tra associazioni, enti e comunità locali. Tomaselli ha invece richiamato le azioni svolte sul territorio e i rischi ambientali legati a comportamenti scorretti, ringraziando Legambiente, Guardia costiera e Centro recupero per il lavoro portato avanti a difesa del mare.
Alessia torna in mare dopo le cure a Montepaone
Il momento più atteso è arrivato con la reintroduzione in natura di Alessia. La giovane tartaruga era stata ritrovata in mare in difficoltà al largo della costa ricadese, dopo aver ingerito plastica e riportato un danno irreversibile a un occhio. Dopo il recupero, l’esemplare era stato affidato al Centro recupero M.A.R.E. di Montepaone, dove è stato sottoposto alle cure necessarie fino al miglioramento delle condizioni e al via libera per il rilascio.
La liberazione è avvenuta nelle stesse acque in cui la tartaruga era stata soccorsa. Un passaggio fortemente simbolico, seguito con emozione dai bagnanti presenti sulla spiaggia. Il ritorno di Alessia in mare ha offerto anche l’occasione per ricordare quanto le attività umane possano incidere sulla sopravvivenza di una specie vulnerabile: pesca intensiva, rifiuti abbandonati e diporto non attento sono tra le principali minacce per le tartarughe marine.
Su questi aspetti si è soffermata Stefania Giglio, che ha illustrato anche il lavoro del Centro recupero e le azioni da intraprendere nel caso in cui cittadini o turisti dovessero avvistare una tartaruga in difficoltà.
Vibo, due tartarughe tornano in mare dopo le cure salutate dall’entusiasmo dei ragazzi dell’associazione Il DonoIl precedente rilascio di Franca e Antonella
La giornata di Capo Vaticano arriva a pochi giorni da un’altra operazione che aveva riportato l’attenzione sulla tutela delle tartarughe marine nel Vibonese: il rilascio in mare, da parte della Guardia di finanza, di Franca e Antonella, due Caretta caretta recuperate in difficoltà e curate sempre grazie alla rete dei centri specializzati. Anche in quel caso, a pesare sulle condizioni degli animali erano stati i danni provocati dall’ingestione di plastica.
Due episodi diversi, ma legati dallo stesso filo: rafforzare la protezione del mare e rendere cittadini, turisti e operatori parte attiva di una rete di attenzione quotidiana.
Legambiente: «La difesa del mare è un interesse comune»
Franco Saragò, presidente del Circolo Legambiente Ricadi, ha illustrato le attività realizzate in questi anni a tutela delle tartarughe e ha ribadito la necessità di costruire percorsi condivisi anche con le attività balneari. La difesa del mare e della sua biodiversità, ha evidenziato, rappresenta infatti un interesse comune e non rinviabile.
Le attività di sensibilizzazione e di educazione ambientale sono state gestite dai volontari del circolo e coordinate da Domenico Saragò, responsabile dei giovani di Legambiente Calabria.
Il "Tarta Beach Tour" ha così unito divulgazione, partecipazione e tutela concreta, portando sulla spiaggia di Capo Vaticano un messaggio semplice: la sopravvivenza delle tartarughe marine dipende anche dalla cura quotidiana dei luoghi che abitano, attraversano e scelgono per riprodursi.
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